Inail, indennizzi anche per infortuni in itinere in `bici`


Grazie al Collegato ambientale cambiano le regole sugli indennizzi per infortuni in itenere avvenuti a chi va al lavoro con il velocipede
Inail, indennizzi anche per infortuni in itinere in `bici`

In nome di una maggiore attenzione all’ambiente e di nuovi modelli di mobilità a minor impatto ambientale, il Governo ha modificato le regole in materia di indennizzi per infortuni in itinere avvenuti a chi si dirige al lavoro o rincasa dal lavoro in bicicletta. Le modifiche sono contenute nei commi 4 e 5 dell’articolo 5 della Legge 221/2015, conosciuta come Collegato Ambiente alla Legge di Stabilità 2016.

Le modiche legislative sono state chiaramente recepite dall’Inail che ha fornito le linee guida dettate dalla nuova normativa con Circolare n. 14 del 25 marzo 2016. All’interno dei due commi citati si afferma che «L'uso del velocipede, come definito ai sensi dell'articolo 50 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, deve, per i positivi riflessi ambientali, intendersi sempre necessitato». Ciò significa che la bicicletta è adesso considerata un mezzo idoneo per recarsi al lavoro o per rincasare e, dunque, gli eventuali incidenti in itinere che dovessero verificarsi, sono indennizzabili dall’INAIL.

Può sembrare un concetto scontato o banale, ma non è così poiché prima del Collegato ambientale, gli incidenti avvenuti utilizzando un velocipede erano indennizzabili esclusivamente se non vi erano mezzi pubblici da poter utilizzare in alternativa alla bici o se gli orari di transito dei mezzi pubblici erano incongruenti con quelli lavorativi.
Ora, invece, essendo l’uso del velocipede sempre necessitato, si è arrivati a una parificazione del mezzo pubblico alla bicicletta. E questo cambio nel presupposto della copertura assicurativa è la prima novità importante del Collegato ambientale.

La seconda novità importante, sempre introdotta grazie al Collegato ambientale è l’estensione della tutela ai ciclisti. Prima, infatti, era indennizzabile colui che era vittima di un infortunio in itinere con l’uso della bicicletta solamente se l’incidente avveniva su piste ciclabili o in zone a traffico limitato. Adesso, al contrario, l’infortunio è sempre indennizzabile, cioè anche se avviene al di fuori delle piste ciclabili e su strade aperte al traffico di veicoli a motore.

Tali modificazioni sono state dettate, come detto, per favorire una mobilità sostenibile. Basti pensare che nelle principali città europee, circa due spostamenti su tre per recarsi al lavoro o rincasare avvengono senza utilizzare l’automobile. In Italia, invece, il 60% degli spostamenti avvengono con l’auto.

Articolo del:

I professionisti più vicini a te in Diritto del lavoro