Incidenti, risarcimento patrimoniale anche per la perdita di occasioni lavorative


La Corte di Cassazione ridisegna il confine tra “capacità lavorativa generica” e “capacità lavorativa specifica”
Incidenti, risarcimento patrimoniale anche per la perdita di occasioni lavorative

La questione potrebbe apparire prettamente burocratese, ma nella pratica non è affatto così. La giurisprudenza ha sempre compiuto una differenziazione tra "capacità lavorativa generica" e "capacità lavorativa specifica" associandone una diversa natura di danno nel caso di incidenti e infortuni: nel primo caso si parla di danno non patrimoniale, mentre nel secondo caso, di danno patrimoniale.

Per danno di capacità lavorativa specifica si intende l’impossibilità o parziale impossibilità di poter ancora svolgere la propria particolare mansione lavorativa per la quale si è stati assunti. La riduzione della capacità lavorativa comporterebbe il diritto al risarcimento di un danno patrimoniale proprio perché l’infortunio genererebbe una minore capacità di produrre reddito.

Per spiegare meglio la differenza, può essere utile fare un esempio. Immaginiamo il caso di un falegname che, a causa di un incidente, riporti delle lesioni al braccio. Se tali lesioni non compromettessero lo svolgimento della sua attività, seppur con maggiori difficoltà, questo sarebbe inquadrato come perdita di capacità lavorativa generica, generando un diritto al risarcimento per danno biologico non patrimoniale. Se, al contrario, le lesioni fossero tali da ostacolargli il normale svolgimento dell’attività lavorativa, allora il nostro ipotetico falegname avrebbe diritto a un risarcimento per danno patrimoniale legato all’impossibilità di produrre reddito.

Adesso, però, a fronte della recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 12211 del 12 giugno 2015, i confini tra "capacità lavorativa generica" e "capacità lavorativa specifica" sono stati ridisegnati, ma soprattutto è stato affermato che anche la minor "capacità lavorativa generica" possa generare un danno patrimoniale.

Per capacità lavorativa generica si intende la possibilità di svolgere una mansione simile a quella effettivamente svolta o una comunque fattibile in base alle proprie competenze e al contesto ambientale e sociale.

Riprendendo l’esempio concreto del nostro falegname, ciò significherebbe che se la lesione al braccio riportata non gli impedisse di proseguire la sua attività lavorativa, ma fosse di impedimento allo svolgimento di un’altra attività lavorativa fattibile per competenze ed esperienza, il falegname avrebbe diritto al risarcimento per danno biologico per ridotta capacità lavorativa generica, ma di natura patrimoniale. Questo poiché l’infortunio o l’incidente gli impedirebbero di produrre reddito se svolgesse un lavoro differente da quello effettivamente svolto.

In pratica, secondo la Cassazione, si ha diritto al risarcimento del danno patrimoniale sia nel caso in cui non si potesse più svolgere la propria mansione, sia nel caso in cui non si potesse più compiere un’altra attività lavorativa concretamente fattibile in base alle proprie competenze.

La questione, si è detto, sembra tutta racchiusa in sottigliezze giurisprudenziali, ma nella pratica non è così poiché l’ammontare del risarcimento potrebbe subire notevoli variazioni in base al riconoscimento e classificazione del danno riportato.

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