Ingiunzione di pagamento: cosa fare? Come opporsi?


Hai ricevuto un’ingiunzione di pagamento? Ecco cosa fare per opporti e i tempi entro cui farlo. Tutto ciò da sapere sul decreto ingiuntivo
Ingiunzione di pagamento: cosa fare? Come opporsi?

Come si procede all’opposizione di un’ingiunzione di pagamento? Quando è possibile farlo? 

In questo articolo esploreremo i motivi di un’ingiunzione di pagamento e cosa fare quando la si riceve. 

E’ giusto sapere che ci si può opporre ad un’ingiunzione di pagamento quando si verificano determinate condizioni, che è importante conoscere prima di fare ricorso. 

Se avete ricevuto, senza alcun preavviso, un’ingiunzione di pagamento che non vi aspettavate e, oltre all’amarezza, è subentrato anche un sentimento di rivalsa, è bene affidarsi alla consulenza di un buon avvocato per potervi opporre nei tempi e nei modi previsti dalla legge. 

Siete pronti? Allora, continuate a leggere e troverete tanti consigli e strade da percorrere per opporvi nel modo corretto ad un decreto ingiuntivo.  

 

Ingiunzione di pagamento o decreto ingiuntivo: cos’è? 

L’ingiunzione di pagamento, detto anche decreto ingiuntivo, è una misura legale con la quale si notifica al debitore l’obbligo di restituire la somma di denaro, per la quale è in ritardo nei pagamenti, al creditore che ha emesso l’ingiunzione. 

Come abbiamo detto, l’ingiunzione di pagamento può essere emessa anche senza avvisare preventivamente il debitore che si ritrova a ricevere un atto di notifica di pagamento talvolta senza aspettarselo. 

L’ingiunzione di pagamento può essere emessa per sollecitare sia la restituzione di una somma di denaro, che la consegna di un bene mobile. 

Il decreto ingiuntivo viene consegnato al debitore dall’ufficiale giudiziario entro i 60 giorni successivi alla sua emissione. Il debitore a sua volta è tenuto ad adempiere al suo dovere nei 40 giorni successivi alla consegna dell’ingiunzione.  

Se però il debitore non ha la liquidità necessaria per estinguere il debito oppure non ritiene giusta l’ingiunzione per diversi motivi, può opporsi attivando una procedura di opposizione all’ingiunzione

Vediamo, dunque, come fare opposizione ad un’ingiunzione di pagamento che non riteniamo di dover pagare. 

 

Ingiunzione di pagamento: come si fa opposizione? 

Lo strumento da utilizzare per fare opposizione all’ingiunzione di pagamento è la citazione in opposizione, un atto che il debitore deve notificare al creditore entro i 40 giorni dalla ricezione della notifica del decreto. 

Se non si rispettano i tempi previsti, il debitore, pur ritenendo di aver ragione e pur avendo tutti i motivi dalla sua parte per non dover pagare la somma notificatagli, deve purtroppo procedere al pagamento. 

E’ dunque indispensabile non sforare i 40 giorni previsti

Entro i suddetti tempi, il debitore dovrà dimostrare i motivi per cui non intende pagare la somma contestata. 

Anche se le cause possono essere di molteplice natura, esse vanno generalmente distinte in due macrocategorie: 

  • motivi di merito: se il debito è già stato pagato, se è stato compensato con altri debiti del creditore o se è andato in prescrizione; 
  • motivi procedurali: si tratta di motivi di opposizione "tecnici" che solo un avvocato può valutare con cognizione di causa, per esempio se il decreto viene fatto oltre il termine previsto dei 40 giorni. 

 

Opposizione a decreto ingiuntivo senza avvocato 

E’ possibile presentare la citazione di opposizione all’ingiunzione di pagamento anche senza l’ausilio di un avvocato, con la compilazione di un modulo, anche online, e l’invio al giudice competente. 

L’unica clausola da osservare è che la somma dell’ingiunzione non debba superare i 1.100 euro di debito, in caso contrario bisognerà necessariamente rivolgersi ad un avvocato che vi assiste in tutte le procedure previste. 

 

Ingiunzione di pagamento: come si svolge? 

Abbiamo visto cosa deve fare il debitore per opporsi all’ingiunzione di pagamento e i tempi previsti per farlo. 

Ci siamo detti che se non vengono rispettati i 40 giorni, non potrà fare più nulla per opporsi, e subirà l’iter giudiziario e il consecutivo pagamento del debito. 

Se, invece, tutto avviene nei tempi, si dà il via al processo, dove le parti vengono invertite e il creditore, che inizialmente aveva dato vita alla procedura di ingiunzione, diventa oggetto di accusa da parte del debitore che rivendica la sua buona fede. 

In questo caso spetta al creditore fornire gli elementi probatori a sostegno dell’esistenza del titolo di credito che il debitore può contestare nel corso del processo. 

ll giudizio di opposizione può avere esiti diversi: 

  • il giudice può accogliere la contestazione del debitore e quindi impedire l’esecuzione forzata della somma o del bene; 
  • il giudice dichiara esecutivo il decreto ingiuntivo se l’opposizione è proposta oltre il termine di 40 giorni dalla notifica; 
  • il giudice può accogliere l’opposizione parzialmente, in tal caso gli atti di esecuzione già compiuti restano validi nei limiti della somma riconosciuta al creditore. 

 

Posso pagare a rate un decreto ingiuntivo? 

Si, la legge prevede la possibilità di saldare il debito rateizzandolo, soprattutto nel caso in cui le somme da pagare sono particolarmente alte. 

Si può, dunque, godere di questa forma di agevolazione ma solo se si è in grado di documentare di essere in condizioni economiche precarie o disagiate.  

La richiesta di rateizzare la restituzione del debito e tutta la documentazione relativa alla situazione finanziaria del debitore devono essere inviate all’Ufficio Arbitrato e Conciliazione. Se la domanda viene accolta, il debitore riceve un’ordinanza di rateizzazione che spiegherà modi e tempi dei vari versamenti. 

 

Ingiunzione di pagamento: come bloccarlo?

Sono trascorsi i 40 giorni e vuoi comunque provare a bloccare l’ingiunzione di pagamento?  

Puoi provare a bloccare il decreto d’ingiunzione una volta raggiunto un accordo con il creditore che sia una rateizzazione o una posticipazione della data.  

Inoltre, l’ingiunzione si intende bloccata quando viene recapitata l’opposizione al creditore. In tal caso non sussiste più il limite dei 40 giorni, perché si è dato il via al processo di accertamento del credito. Sarà poi il giudice a stabilire come procedere con i tempi e i modi previsti dalla legge. 

 

Conclusione

Se hai ricevuto un’ingiunzione di pagamento e vuoi opporti, ora sai che esistono delle procedure e, soprattutto, dei tempi entro cui farlo. 

E’ comunque importante sapere che le suddette procedure sono legate strettamente ad iter burocratici che potrebbero farti rischiare di non rientrare nei 40 giorni ammessi per poterti opporre. 

Il nostro consiglio, quindi, è quello di rivolgerti comunque ad un buon avvocato esperto in materia che sappia consigliarti nel modo giusto e che conosca le modalità e i canali corretti per procedere con una energica ed efficace opposizione ad un’ingiunzione di pagamento

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