INPGI: le scadenze per i giornalisti


Adempimenti e scadenze per i giornalisti free lance. Entro il 30 settembre occorre versare l’acconto
INPGI: le scadenze per i giornalisti

Il 30 settembre è il termine ultimo entro il quale i giornalisti free lance che svolgono attività giornalistica libero professionale con partita Iva, ritenuta d’acconto o tramite cessione di diritto d’autore devono pagare i contributi minimi in acconto all’INPGI (l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani).

Il Regolamento INPGI, infatti, prevede che sui redditi percepiti con l’attività giornalistica libero professionale si debbano calcolare i contributi minimi dovuti: il contributo soggettivo, il contributo integrativo, il contributo di maternità e il contributo aggiuntivo.

Il contributo soggettivo è pari al 10% del reddito dichiarato (imponibile fiscale) ed è a totale carico del giornalista libero professionista. La percentuale scende al 5% nel caso di giornalisti che percepiscono la pensione.
Il contributo integrativo è pari al 2% del di tutti compensi lordi percepiti annualmente dal giornalista. Sono a carico del committente, ma vengono versati all’INPGI dal giornalista. Ciò significa che in fattura il giornalista dovrà addebitare tale contributo al datore di lavoro.
Il contributo di maternità è un contributo a carico di tutti gli iscritti alla gestione separata INPGI, sia uomini che donne. Il Comitato Amministratore della Gestione separata ha stabilito, con una delibera, che l’ammontare del contributo di maternità per il 2015 sia pari a 40 euro. Ma dato che tale delibera è ancora in fase di approvazione, al momento il contributo di maternità provvisorio è pari a 20 euro, a cui seguirà il conguaglio.
Infine, c’è il contributo volontario, che è un versamento aggiuntivo discrezionale che, però, deve essere pari almeno al 5% del reddito dichiarato. Nel caso di voglia elargire anche il contributo volontario, lo si deve specificare in sede di dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda le scadenze, si è già detto che entro il 30 settembre occorre pagare l’acconto, mentre entro il mese di ottobre si deve pagare il saldo. Se si intende rateizzare il saldo, quest’ultimo può essere versato in tre rate con scadenza ad ottobre, novembre e dicembre.
In caso di ritardo nel pagamento di quanto dovuto a titolo di contributi, scattano le sanzioni che sono pari al Tasso Ufficiale di Riferimento stabilito dalla BCE aumentato di 5,5 punti percentuali e fino a un massimo del 40% dell’ammontare dei contributi pagati in ritardo.

Per evitare sanzioni ed errori di calcolo, è consigliabile farsi assistere da un esperto di contabilità in modo da assicurarsi l’adempimento di tutti gli obblighi fiscali e il rispetto delle scadenze prefissate.

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