INPS: allungati i termini per l’Opzione donna


Ma la Ragioneria dello Stato pensa alle coperture finanziarie. Inoltre, potrebbe non convenire più dopo lo stop alle penalizzazioni sulle pensioni
INPS: allungati i termini per l’Opzione donna

L’INPS ha allungato i termini per presentare la domanda di pensionamento attraverso quella che è stata definita "Opzione donna". Tale opzione, introdotta in via sperimentale dal Governo Berlusconi nel 2004, prevede che le donne possano andare in pensione a 57 anni e tre mesi di età (considerando l’adeguamento alla speranza di vita) a condizione che abbiano accumulato almeno 35 anni di contributi. Altra condizione, però, è quella di dover calcolare la pensione con il metodo contributivo e non con quello retributivo. I nuovi termini di presentazione della domanda, che scadevano inizialmente a fine novembre 2014, sono stati dunque procrastinati al 31 dicembre 2015.

Prima della Riforma Fornero del 2012, le pensioni erano calcolate con il metodo retributivo (basato sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni lavorativi), mentre dal 2012 in poi sono calcolate con quello contributivo (la pensione è basata sui contributi versati nell’arco di tutta la vita lavorativa). Inoltre, oggi è possibile andare in pensione solo a 62 anni di anzianità e con 42 anni e sei mesi di contributi (per gli uomini) e 41 anni e sei mesi (per le donne). L’età pensionabile è derogabile, ma solo a fronte di penalizzazioni sull’assegno pensionistico.

Prima della Riforma Fornero, quindi, non era molto conveniente propendere per l’Opzione donna con il metodo contributivo, poiché la pensione contributiva è inferiore a quella calcolata con il metodo retributivo di circa 15-20%. Dopo tale Riforma, però, dato il passaggio per tutti al contributivo e visti i requisiti più rigidi di età e di anni contributivi, c’è stato il boom delle richieste di pensionamento sfruttando l’Opzione donna: nel 2013 sono state 8.846 mentre quest’anno, solo fino a settembre, sono state già 8.652. Tale tendenza, però, potrebbe interrompersi, dato che proprio pochi giorni fa, è stato approvato un emendamento nella Legge finanziaria 2015 che prevede l’abolizione delle penalizzazioni sui pensionamenti richiesti prima dei 62 anni di età fino al 2017 (per saperne di più leggi l’articolo "Prepensionamento senza penalizzazioni").

Ad aggiungere ulteriore incertezza è il fatto che l’INPS, prima di optare per l’allungamento dei termini per la presentazione delle domande per avvalersi dell’Opzione donna, aveva calcolato la scadenza di fine novembre 2014 tenendo conto della cosiddetta "finestra mobile" che si applicava alle vecchie pensioni di anzianità, ovvero il meccanismo in base al quale si andava effettivamente in pensione, percependo l’assegno, solo dopo un anno dal momento in cui si otteneva il via libera al pensionamento. Nel 2004, la legge Berlusconi prevedeva che l’Opzione donna potesse essere richiesta fino a fine 2015. Quindi, considerando l’anno necessario per la "finestra mobile" e tenendo conto che la domanda poteva essere presentata entro un mese dalla scadenza dei termini, la data ultima che l’INPS aveva calcolato per poter richiedere l’Opzione donna era novembre 2014.

Un calcolo che non era piaciuto a molti, e che ha mobilitato una class action e diverse mozioni parlamentari sull’argomento. A fronte di tutto ciò, l’INPS ha deciso adesso di allungare i termini di presentazione delle domande generando, però, un nuovo enigma finanziario: la Ragioneria generale delle Stato ha già fatto sapere che tale decisione comporta inevitabilmente un nuovo esborso dall’Erario e che, quindi, si dovranno trovare le coperture. Insomma, le domande possono essere presentate, ma bisognerà vedere se ci saranno i fondi per accettarle. In questo caos interpretativo, l’INPS ha chiesto chiarimenti al ministero del Lavoro, mentre le potenziali pensionate dovranno stabilire la convenienza di tale opzione oggi, dopo che è stato votato l’emendamento sull’abrogazione delle penalizzazioni. Insomma, la consulenza di un esperto di pensioni, in questa confusione, potrebbe essere illuminante.

Articolo del:

I professionisti più vicini a te in Consulenza del lavoro