Intervista al Dott. Alessandro Busnelli, consulente finanziario indipendente


Oggi abbiamo il piacere di intervistare il Dott. Alessandro Busnelli, che si occupa di consulenza finanziaria pura
Intervista
Intervista al Dott. Alessandro Busnelli, consulente finanziario indipendente

Per la rubrica "Storie di professionisti di successo" oggi abbiamo intervistato il Dottor Alessandro Busnelli, esperto nella consulenza finanziaria.

Dott. Busnelli di cosa si occupa nel dettaglio?

<<Io sono uno dei 200 consulenti finanziari italiani indipendenti iscritto all'albo generale della consulenza finanziaria creato nel 2018. In questo albo sono state fatte delle differenziazioni e sono presenti ad oggi: 49mila promotori finanziari private bank che fanno parte delle banche e che ora si chiamano consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede, 200 consulenti indipendenti che ora si chiamano consulenti finanziari autonomi e 12 società di consulenza finanziaria che non fanno parte né delle banche né del singolo consulente.

In buona sostanza io sono un consulente finanziario autonomo, non faccio parte di una rete bancaria ma sono indipendente. Io faccio pura consulenza e quindi fornisco consigli e indicazioni al cliente che dispone di una certa cifra su cui vuole investire, tutto ciò al di fuori e senza vincoli con una banca. Il mio lavoro è quindi quello di fare esclusivamente l'interesse del cliente nell'ambito degli investimenti finanziari.>>

Quali sono le materie su cui sta svolgendo maggiori ricerche nell'ultimo periodo?

<<I portafogli sono suddivisi sostanzialmente in obbligazionario e azionario. La maggior parte del capitale è investito in obbligazionario ma oggi questo ha un rendimento molto basso, di conseguenza la cosa su cui bisogna puntare in questo momento è trovare quei pochi prodotti obbligazionari che abbiano ancora un buon rendimento.

Si tratta sostanzialmente di obbligazioni societarie ad alto rendimento europee e americane; obbligazioni societarie dei Paesi emergenti, titoli di Stato ma solo dei PIL emergenti e obbligazioni subordinate bancarie. Queste sono le uniche e poche categorie che hanno un rendimento perché invece la parte definita "più sicura" oggi ha un rendimento pari a zero.

Per quanto riguarda invece la parte azionaria è un discorso molto più complesso. Difatti per trovare cose buone della parte azionaria, considerando i prezzi molto alti, è necessaria un'analisi approfondita sia macroeconomica, per capire dove vanno le politiche monetarie, e poi fare un'analisi dei bilanci per trovare le aziende più solide che possono garantire ricavi in crescita costanti nel tempo oppure aziende che stanno per trovare gli utili che possono poi aumentare. Una volta trovata l'azienda "giusta" si procede con un'analisi tecnica che fa capire quando comprare il titolo. A monte di tutto ciò c'è ovviamente la pianificazione finanziaria.>>

Cosa la distingue dai suoi colleghi?

<<Innanzitutto andare a investire sulla parte obbligazionaria che ha ancora un rendimento alto. Questo oggi lo fanno in pochi, oggi la maggior parte va a comprare titoli di Stato europei o americani che hanno un rendimento spesso pari a zero. Ciò che faccio è quindi creare un partafoglio obbligazionario che abbia un buon rendimento. La seconda cosa è fare una gestione attiva, che significa entrare e uscire dal mercato a seconda della situazione, ovvero si va a intervenire tempestivamente per cogliere le migliori opportunità che il mercato concede in quel momento. La terza cosa è lavorare con una strategia stock picking. Infine il cliente riceve una consulenza personalizzata che implica una costante assistenza e informazione sull'andamento degli investimenti e sull'evoluzione dei mercati finanziari.>> 

La sfida più grande che si è trovato ad affrontare nella sua carriera?

<<La sfida più grande è proprio quella di essere un consulente indipendente e in un certo senso concorrere con le banche. Nell'ottica del cliente, o comunque dell'immaginario collettivo, il fatto di aver dietro una banca è una sorta di garanzia mentre un consulente indipendente è da solo. Difatti all'inizio di una carriera è molto più difficile fidelizzare i clienti. Oggi invece con una certa esperienza, un certo curriculum e la testimonianza dei clienti è più facile. Ma di certo trovare clienti quando sei un singolo professionista rispetto ad una banca è difficoltoso.>>

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

<<Da un punto di vista generale come consulente magari avere più visibilità sul canale web. E poi fare formazione sulla materia, difatti stiamo scrivendo una serie di ebook, ognuno su tematiche specifiche che in seguito andranno a costituire un libro.>>

Ringraziamo il Dott. Busnelli per la sua collaborazione

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