Intervista alla psicologa e counselor dott.ssa Aurelia Gagliano


Presentiamo il libro “Tradizioni, psicologia e didattica: dal counseling a Carattere Corporeo” della dott.ssa Aurelia Gagliano, psicologa e counselor
Intervista alla psicologa e counselor dott.ssa Aurelia Gagliano

Per la rubrica "Storie di professionisti di successo" oggi abbiamo intervistato la dott.ssa Aurelia Gagliano. La sua professione di psicologa si affianca a quella di counselor. Il suo impegno e la sua esperienza nelle scuole all’interno delle quali svolge attività di sportelli di ascolto psicologico e di formazione nella didattica inclusiva e innovativa per l’apprendimento e sul counseling sono alla base del suo libro “TRADIZIONI, PSICOLOGIA E DIDATTICA: DAL COUNSELING A CARATTERE CORPOREO”.

Lei ha appena pubblicato il libro “Tradizioni, psicologia e didattica: dal counseling a Carattere Corporeo”. Da dove nasce l’idea?

Nasce da un sogno covato da parecchio tempo e che ormai non credevo potesse tramutarsi in realtà.
Un sogno che è diventato con il tempo un desiderio: poter racchiudere in un testo il mio mondo, il mio lavoro e le mie passioni, senza alcuna autoreferenzialità, ma cercando costantemente una connessione, un contatto con l’attualità che ci circonda. A tal proposito, mi sento di ringraziare colui che ha curato la prefazione al mio testo, il professore Franco Nanetti, uno dei massimi esponenti internazionali sul counseling, docente di ruolo presso l’università di Urbino e col quale io mi sono formata.

 

 

Lei unisce la psicologia e il counseling anche nel libro e non solo nella sua attività professionale: quale valore aggiunto fornisce questo connubio?

Se vi soffermate a pensare al vostro percorso di formazione, probabilmente ricorderete una tappa che vi è rimasta nel cuore che ha contribuito a formare la vostra identità professionale e, in qualche modo, anche privata. Nel mio caso, è stata l’esperienza in Veneto dove ho potuto mettere in pratica il counseling, lavorando nell’ambito della disabilità e con ragazzi autistici, meravigliosi e speciali. Successivamente, mi concentrai su progetti della Regione occupandomi di svolgere attività di counseling dei gruppi nel settore formativo. In Puglia, invece, mi sono dedicata alla psicologia scolastica attività che tuttora esercito. 
Entrando nel merito della domanda, il connubio tra psicologia e counseling nasce dalla mia personale esperienza dove ho constatato che Ascolto – Accoglienza – Empatia – Autenticità sono figli della psicologia scolastica, mentre praticare il counseling è un atto sociale, un proprio modo di Essere e un approccio che favorisce il cambiamento individuale. Il primo passo per diventare competenti nella relazione si riscontra nel guardare in noi stessi. 
In altri termini il saper Ascoltare il racconto dei bambini/ragazzi, rappresenta una fonte di arricchimento per gli allievi stessi. Parafrasando Carl Rogers nel processo di counseling occorre “sentire” il mondo personale del cliente come se fosse il proprio, immergendosi nell’altrui soggettività senza sconfinare però nella sua identificazione.

 

Il sistema scolastico è al centro del suo racconto. In che modo ha scelto di presentarlo ai suoi lettori?

Come già precisato in altre circostanze sono una psicologa scolastica che ha vissuto in prima persona le strategie organizzative che la scuola, suo malgrado, è stata costretta ad adottare a causa della pandemia. Mi riferisco in particolare alla didattica a distanza o didattica integrata. Io stessa, come tanti altri colleghi, ho dovuto adattare e trasformare il mio lavoro e la mia quotidianeità per andare incontro al ruolo che ero chiamata a svolgere in quel preciso momento. Compito che credo di aver assolto nel migliore dei modi, utilizzando strumenti informatici poco in uso in ambito scolastico nell'ascolto dei racconti dei ragazzi, abituati invece a vivere prima della pandemia, in luoghi aperti e spazi che frequentavano abitualmente. Un'esperienza nuova anche per me che mi ha portato a comprendere quanto tutto questo abbia influito, purtroppo negativamente, sulla psiche dei ragazzi colti all'improvviso da stati d'ansia scolastica e stress vissuti durante tale periodo. Improvvisamente sono stati messi in isolamento forzato nelle loro abitazioni, perdendo ogni contatto con maestre, compagni e familiari un tempo punti di riferimento per la loro crescita evolutiva. Purtroppo, come unico mezzo di comunicazione restava il tablet o il computer e ciò ha innescato situazioni di disagio e di isolamento, le cui conseguenze sono state visibili all'inizio nel presente anno scolastico.  
Durante tale periodo ho supportato anche il corpo docenti nelle strategie didattiche suggerendo loro tecniche adeguate al contesto nel quale eravamo costretti tutti a vivere.           

Del sistema scolastico e del mio libro ne parlerò a breve in una conferenza che si terrà il 24 maggio 2022 alle ore 17,00 presso la scuola dove lavoro come psicologa scolastica 8° Circolo Didattico San Pio X Foggia Via Mastelloni. L’evento, tra l’altro, gode del gratuito patrocinio da parte dell’Ordine degli Psicologi della Puglia, presenzierà il Dirigente Scolastico e ci sarà il dibattito con le/i docenti. Il tutto moderato da Gino Annolfi.

 

 

Qual è il filo conduttore tra gli argomenti del suo libro che sembrano in apparenza slegati, come la psicologia e il ballo?

A mio avviso il filo conduttore è sintetizzabile in una parola: contatto. Come potrà notare il lettore leggendo questo libro, il contatto in svariate forme e accezioni è una caratteristica che si può riscontrare in ogni capitolo, ove si passa da un argomento all’altro senza mai discostarsi da quel concetto di condivisione e unione che mi sta molto a cuore. Tengo a precisare che nel libro, per ballo, si intende “Ballo come fenomeno di cultura” relativamente al mio territorio.


Che cosa intende per carattere corporeo?

Parole come rinascita, trasformazione, movimento ed esperienza sono alcuni termini adatti a carattere corporeo, a spiegare che cos’è il mio metodo che da progetto si è trasformato nel metodo descritto nel mio libro, che suggerisco agli insegnanti e ai miei colleghi, e che può essere praticato nelle scuole. Quando le persone iniziano questo percorso iniziano un viaggio interiore verso la conoscenza del proprio sé. La soddisfazione di costatare la presa di coscienza del cambiamento in una persona è qualcosa che ripaga di tutto l’impegno, la dedizione e la passione che ho riposto nel carattere corporeo.


Lei da molta importanza a concetti come intelligenza emotiva, ascolto, dialogo…quali sono le parole chiave della sua professione?

Mi sento di dire UMILTA’, AGGIORNAMENTO E AMORE.  Ritengo che al centro di tutto ci sia la persona unica nel suo valore. Per me è sempre un DONO ascoltare tutte le persone che hanno bisogno di aiuto e si affidano alle mie competenze e professionalità. 
 

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