Isa, indici di affidabilità fiscale: cosa sono e come funzionano


Gli Isa calcolano la tax compliance fiscale prevedendo un sistema premiale per i contribuenti “più virtuosi”
Isa, indici di affidabilità fiscale: cosa sono e come funzionano

Cosa sono gli Isa

Gli Isa sono gli “indici sintetici di affidabilità fiscale", ovvero parametri utili per misurare, attraverso un metodo statistico- economico, i dati e le informazioni aziendali relativi a più periodi di imposta in modo da ottenere un valore sintetico di compliance fiscale da 1 a 10 che rappresenti il grado di coerenza della gestione aziendale con le dichiarazione dei redditi effettuate.

In altre parole, attraverso gli Isa si potrà valutare la capacità di gestione aziendale rapportata alla correttezza dei comportamenti fiscali.

Gli Isa sostituiscono da quest’anno (ovvero si applicano sui redditi percepiti nel 2018 dagli esercenti di attività di impresa, arti o professioni) gli studi di settore in modo da favorire – almeno nelle intenzioni del Fisco – l’adempimento degli obblighi fiscali riducendo il sommerso e l’evasione fiscale.

A sancire l’addio agli studi di settore è stato il Mef (il Ministero dell’Economia e delle Finanze) con il comunicato stampa n° 225 del 28/12/2018 nel quale il ministro Giovanni Tria ha approvato l’introduzione di 106 indici sintetici di affidabilità fiscali ai quali se ne sono aggiunti altri 69 introdotti nel marzo scorso. In totale, dunque, gli Isa sono 175 e serviranno a individuare quel valore sintetico che indica la tax compliance del contribuente (indice di affidabilità (o di compliance).

I nuovi ISA vanno applicati agli esercenti di impresa, arti e professioni che svolgono “varie attività economiche quali agricoltura, manifatture, commercio e professioni”. In generale, sono soggetti agli Isa coloro ai quali si applicavano gli studi di settore.

 

Come funzionano gli Isa

Gli Isa sono indicatori che, grazie a un metodo statistico- economico, raccolgono i dati e le informazioni aziendali utili per ottenere un valore sintetico di tax compliance fiscale da 1 a 10 che riassuma il grado di trasparenza fiscale del contribuente. Come detto, gli Isa sono in tutto 175.

Gli Isa vengono elaborati da un software in grado di valutare, tenendo conto degli andamenti del singolo settore o modello organizzativo di riferimento, l’affidabilità del contribuente grazie alla congruenza dei dati forniti oppure di far emergere anomalie, ovvero le incongruenze risultanti dall’incrocio delle grandezze raccolte di natura contabile su un periodo più lungo rispetto al singolo anno di esercizio.

Il software calcolerà poi una media tra i valori congruenti e incongruenti e calcolerà l’indice di affidabilità fiscale che ha valori da 1 a 10 e sono crescenti all’aumentare dell’affidabilità del contribuente.


L’indice di affidabilità fiscale

L’indice di affidabilità (o di compliance) è un valore compreso nella scala che va da 1 a 10, in cui la cifra aumenta all’aumentare dell’affidabilità del contribuente. E’ una sorta di “pagella” il cui voto è assegnato dall’Agenzia delle Entrate.

Associata all’introduzione dell’indice di affidabilità vi è un sistema premiale inteso come un meccanismo che premia i contribuenti “più affidabili”, ovvero quelli più trasparenti nella gestione tributaria, prevedendo per loro benefici. Chi raggiunge valori elevati dell’indice avrà accesso ai sistemi premiali che prevedono vie preferenziali graduali per i rimborsi, esclusione da alcune tipologie di accertamento, una riduzione del periodo di accertabilità e l’esonero dall’apposizione del visto di conformità sulle compensazioni.

Nel comunicato citato del Mef si legge, infatti:

“Il nuovo sistema introduce una scala di valori con cui l’Agenzia delle Entrate potrà verificare normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale dei contribuenti definendone il grado di affidabilità con un voto da 1 a 10: tanto più alto il punteggio raccolto, tanto più elevato il premio riconosciuto al soggetto virtuoso che potrà, con un 10, ritrovarsi anche esonerato dagli accertamenti sintetici”.

 

Il sistema premiale per il “contribuente affidabile”

I contribuenti che saranno giudicati “affidabili”, ovvero che hanno ottenuto i punteggi più alti dell’indice di affidabilità fiscale, potranno godere di un sistema che prevede benefici crescenti al crescere dell’indice.

Gli incentivi previsti dal sistema premiante previsti dal comma 11 dell’art. 9-bis del DL n. 50/2017 sono:

“a) l'esonero dall'apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti per un importo non superiore a 50.000 euro annui relativamente all'imposta sul valore aggiunto e per un importo non superiore a 20.000 euro annui relativamente alle imposte dirette e all'imposta regionale sulle attività produttive;

b) l'esonero dall'apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi dell'imposta sul valore aggiunto per un importo non superiore a 50.000 euro annui;

c) l'esclusione dell'applicazione della disciplina delle società non operative di cui all'articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, anche ai fini di quanto previsto al secondo periodo del comma 36-decies dell'articolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;

d) l'esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all'articolo 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e all'articolo 54, secondo comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;

e) l'anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilita', dei termini di decadenza per l'attivita' di accertamento previsti dall'articolo 43, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, con riferimento al reddito di impresa e di lavoro autonomo, e dall'articolo 57, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;

f) l'esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo di cui all'articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi il reddito dichiarato”.

 

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