L’esenzione da IVA delle prestazioni sanitarie


Il fondamentale discriminante è “la tutela, il mantenimento o il ristabilimento della salute” delle persone. Anche tramite le farmacie
L’esenzione da IVA delle prestazioni sanitarie

Non tutte le prestazioni sanitarie sono esenti da IVA. Lo dice chiaramente il comma 18 dell’articolo 10 del D.P.R. 663/72 che recita "le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza, ai sensi dell'articolo 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni, ovvero individuate con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro delle finanze".

Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione sono tutte quelle visite, attività e servizi rivolti al paziente e forniti dai medici professionisti o da personale abilitato all’esercizio delle professioni infermieristiche e tecnico-sanitarie. Tali prestazioni esenti possono essere effettuate sia nell’ambito dell’assistenza ospedaliera (pronto soccorso, day hospital, ricovero ordinario o in strutture per la lungo-degenza e la riabilitazione) che in nell’ambito dell’assistenza distrettuale. In quest’ultimo caso rientrano le prestazioni fornite attraverso i medico di base, i consultori, gli ambulatori e anche le farmacie che mettono a disposizione dei clienti medici, operatori sanitari, infermieri o fisioterapisti. Sempre in merito al settore farmaceutico, non sono esenti da Iva, al contrario, le tecniche di medicina non convenzionali come l’agopuntura, la fitoterapia, la medicina antroposofica, la medicina ayurvedica, l’omeopatia, la chiropratica e l’osteopatia.

Le prestazioni sanitarie esenti da IVA sono dunque quelle effettuate da medici, chirurghi, odontoiatri, infermieri, fisioterapisti e in generale, dal personale sanitario e tecnico-sanitario. Tra i professionisti le cui prestazioni sono esenti da IVA ci sono i tecnici specializzati nella prevenzione dell’ambiente dl posto di lavoro. Ci sono dei casi in cui, le prestazioni sono esenti esclusivamente se rispondono a finalità terapeutiche. E’ il caso, questo, delle prestazioni in ambito della chirurgia estetica, della medicina sportiva o della medicina del lavoro. Sono esenti, infine, anche le visite mediche fiscali per conto dell’INPS e dell’INAIL.

Le prestazioni sanitarie imponibili all’IVA sono quelle fornite, ad esempio, dai medici legali nell’ambito delle controversie o nell’ambito del riconoscimento di una pensione integrativa o di una invalidità, anche di guerra. Sono imponibili anche tutte le prestazioni sanitarie non destinate alle persone: rientrano in queto caso tutte le attività dei medici veterinari.

Un discorso a parte lo meritano le prestazioni da ricovero. Il comma 19 dello stesso articolo 10 del D.P.R. 663/72 sancisce che sono esenti da IVA "le prestazioni di ricovero e cura rese da enti ospedalieri o da cliniche e case di cura convenzionate nonché da società di mutuo soccorso con personalità giuridica e da ONLUS, compresa la somministrazione di medicinali, presidi sanitari e vitto, nonché le prestazioni di cura rese da stabilimenti termali". E’ importante sottolineare che le prestazioni da ricovero sono esenti soltanto nel caso in cui il ricovero sia effettivamente funzionale alla diagnosi, alla cura e alla riabilitazione del paziente. Prestazioni aggiuntive destinate a migliorare il comfort del paziente (stanza singola, televisione in camera...) rientrano invece in ricoveri imponibili ad IVA.

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