L’inquilino non paga? Come ottenere lo sfratto…


Lo sfratto per morosità non è cosa semplice. Ecco tutti i passaggi per far sgomberare l’immobile
L’inquilino non paga? Come ottenere lo sfratto…

Lo sfratto è un provvedimento richiesto dal proprietario di un appartamento che ha precedentemente affittato e di cui intende riaverne il possesso. Attraverso lo sfratto, il Giudice intima all’inquilino di lasciare libera la casa e di riconsegnarla al legittimo proprietario.La richiesta dello sfratto può avere diverse motivazioni: il contratto di locazione, ad esempio, può essere scaduto, oppure il proprietario ha la necessità di riottenere la disponibilità dell’appartamento per i motivi di necessità stabiliti dalla legge o, ancora, perché l’inquilino è moroso e non paga più le rate di locazione. Quest’ultima casistica è definita sfratto per morosità.

Nel caso di sfratto per morosità, prima di rivolgersi al Giudice, il proprietario deve inviare la lettera di messa in mora, ovvero una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno attraverso la quale si sollecita l’inquilino a pagare i canoni arretrati non versati entro e non oltre una data stabilita. In genere si richiede il pagamento entro 15 giorni.

Oltrepassato tale termine, il proprietario, assistito dal proprio avvocato, può iniziare la procedura di sfratto. La prima fase è quella di in cui l’inquilino moroso, tramite notifica, riceve l’intimazione di sfratto e la citazione davanti al Giudice del Tribunale competente in base al luogo in cui è ubicato l’appartamento da liberare. Tra la notificazione e la data di comparizione innanzi al Giudice devono trascorrere almeno 20 giorni.

A questo punto si possono verificare tre alternative:
1. L’inquilino moroso si presenta davanti al Giudice e, in quella sede, salda quanto dovuto. In questo caso evita pure di dover liberare l’appartamento
2. L’inquilino si presenta in Tribunale, ma non salda i canoni arretrati. Presentandosi, però, può richiedere il "termine di grazia", ovvero una dilazione degli arretrati per specificati motivi (stato di disoccupazione o perché oltre i 65 anni...). Il Giudice può concedere alcuni mesi in più entro i quali pagare (tre, quattro, sei o durate maggiori in base allo specifico caso)
3. L’inquilino non si presenta davanti al Giudice oppure non si oppone al provvedimento. In questo caso, il Giudice convalida lo sfratto, trasformandolo in un provvedimento esecutivo i cui effetti si possono esplicare entro 60 giorni

Scaduto anche il termine dei 60 giorni senza aver ottenuto la restituzione di quanto dovuto e lo sgombero dell’appartamento, il proprietario, sempre tramite il proprio legale, può notificare all’inquilino l’atto di precetto, ovvero l’intimazione a liberare la casa entro 10 giorni, scaduti i quali si potrà procedere con l’esecuzione forzata.

Se pure l’atto di precetto non dà i risultati sperati, ci si deve rivolgere all’Ufficiale Giudiziario che emette la "monitoria di sgombero", cioè un atto tramite il quale si comunica all’inquilino il giorno e l’ora in cui si compirà materialmente lo sfratto, se necessario anche con l’aiuto delle forze dell’ordine.

Lo sfratto, si è detto, non è cosa semplice e i tempi non sono affatto brevi. Per questo, nel caso ci si voglia riappropriare del proprio appartamento, è consigliabile affidarsi a un legale esperto in materia per evitare di saltare qualche passaggio o di dilatare ulteriormente i tempi.

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