La Legge di Stabilità arriva alla Camera


Inserito il tetto alle “pensioni d’oro”, un bonus per le famiglie numerose, sviluppo degli asili, benefici previdenziali per i lavoratori
La Legge di Stabilità arriva alla Camera

La legge di Stabilità ha ottenuto il via libera dalla Commissione bilancio delle Camera dei Deputati e sarà discussa in Aula entro la fine di questa settimana (i lavori proseguiranno anche sabato e domenica) per poi passare al Senato. Il governo, tramite il Ministro per i Rapporti con il Paramento, Maria Elena Boschi, ha fatto sapere di avere intenzione di porre la fiducia al voto. Fiducia che sarà posta singolarmente su ognuna delle tre parti che compongono la Legge di Stabilità per motivi, è stato detto, di omogeneità.

Tra le ipotesi discusse che, però, non sono state invece inserite nella Legge di Stabilità troviamo quella sul pagamento in bolletta del Canone Rai osteggiata e criticata da più parti. Poi, saltano gli emendamenti che riguardano la social card estesa anche agli immigrati con regolare permesso di soggiorno e quello sulla facoltà di rateizzazione del debito accertato dalle cartelle esattoriali. La discussione di tali punti, o almeno di alcuni di essi, sarà probabilmente rinviata al Senato.

Al contrario, tra i punti più importanti inseriti nella Legge di Stabilità 2015 troviamo il tetto alle "pensioni d’oro", un bonus per le famiglie più numerose, un finanziamento a titolo di sostegno agli asili, la proroga degli ecobonus finalizzati a favorire l’efficienza energetica e gli interventi di consolidamento antisismico degli edifici, benefici previdenziali per i lavoratori che sono stati esposti all’amianto e finanziamenti per contrastare il virus Ebola.

Per quanto riguarda il tetto alle "pensioni d’oro", la Commissione bilancio ha approvato un emendamento in base al quale è previsto che, con il passaggio avvenuto con la Legge Fornero dal vecchio sistema retributivo al nuovo sistema contributivo, gli assegni pensionistici degli alti funzionari dello Stato non potranno più essere di importo superiore a quello calcolato in base al vecchio regime retributivo. Tale tetto sarà imposto a partire dal 2015 sia sulle nuove pensioni sia su quelle già liquidate.

Tra le misure a sostegno del reddito e dei lavoratori troviamo il bonus di 1000 euro annui in buoni acquisti da destinare alle famiglie con più di quattro figli e un indicatore Isee inferiore a 8.500 euro.
Stanziati anche 7,7 milioni di euro che si vanno ad aggiungere al Fondo per la distribuzione di pasti gratis alle persone più indigenti. Benefici di natura previdenziale, invece, sono previsti per tutti quei lavoratori che, durante il normale svolgimento delle loro mansioni in azienda, sono stati esposti all’amianto.

Stanziati anche 5 milioni di euro nel 2015, e altrettanti nel biennio successivo, per "potenziare le misure di sorveglianza e di contrasto delle malattie infettive", Ebola in testa. E proprio a proposito di Ebola, anche forse in risposta di alcune sollecitazioni provenienti dall’ambito medico e istituzionale, è stato deciso che il personale medico e paramedico potrà ottenere più facilmente l’aspettativa per recarsi nei Paesi africani più colpiti dal virus. Sono molti di più, circa 100 milioni di euro recuperati dal Fondo famiglia istituito sempre dalla Legge di Stabilità, i soldi stanziati per il prossimo anno da destinare al rilancio del piano di sviluppo degli asili.

Un capitolo a parte è riservato alla lotta all’evasione fiscale, che dal 2015 vedrà l’Agenzia delle Entrate avere pieni poteri di indagine sui contribuenti. L’AdE, infatti, potrà vagliare tutti i dati che riterrà necessario attraverso le domande alle banche dati del Fisco e non soltanto quelli relativi a liste selezionate in base alla rischiosità di evasione del contribuente come previsto dal Dl Salva Italia. E sempre a proposito di conti, sono stati dimezzati i tagli che erano stati inizialmente decisi per i patronati (da 150 a 75 milioni di euro), anche se, di contro, sono state fissate nuove condizioni per limitarne il numero totale sul territorio nazionale. Infine, è stata estesa anche ai politici la possibilità di detrarre i finanziamenti elargiti ai partiti in quanto considerati come "erogazioni liberali".

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