La malattia degli operai edili, cosa prevede il CCNL


Ecco il trattamento in caso di malattia dell’operaio edile nel CCNL nazionale
La malattia degli operai edili, cosa prevede il CCNL


Il CCNL degli operai edili

Gli operai edili sono inquadrati nel contratto collettivo nazionale di lavoro del 18 giugno 2008 (Edilizia industria), rinnovato in data 19 aprile 2010 e aggiornato con l’accordo del 1° luglio 2014.

L’articolo che riguarda il trattamento dell’operaio edili in caso di malattia, però, non è stato novellato con l’ultimo accordo e, dunque, restano valide le regole previste nell’articolo 26 del citato CCNL del 19 aprile 2010.

Ruolo fondamentale nella contrattazione a livello lavorativo territoriale e collettivo nazionale nel settore dell’edilizia è svolto dalla Cassa edile che, da oltre un secolo tutela i lavoratori del comparto e si affianca agli enti di previdenza pubblica per sostenere l’operaio edile. Questo per garantire ai lavoratori dipendenti del settore edile la possibilità di accedere ai servizi di cui fruiscono i lavoratori de altri comparti industriali.

La Cassa edile si pone come intermediario tra gli imprenditori e gli operai del settore edile.

 

La Cassa edile, origine e funzioni

La prima Cassa edile venne istituita nel 1919 a Milano con la denominazione di “Cassa per i sussidi di disoccupazione involontaria per gli operai edili”, ma il suo riconoscimento ufficiale avvenne solo due anni dopo diventando, così, un ente che gestiva inizialmente soltanto l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione degli operai edili delle province di Milano, Cremona, Pavia e Como.

Successivamente le sue funzioni aumentarono, inglobando anche l’assicurazione contro le malattie, il conteggio delle ferie e quella che viene definita “gratifica natalizia” degli operai edili.

L’origine della Cassa edile, in sostanza, ha avuto origine per tutelare un comparto costituito da lavoratori che, proprio le tipiche funzioni, svolgono un’attività soggetta ad andamenti altalenanti di occupazione.

La funzione primaria della Cassa edile è quella, come detto, di porsi come intermediario nella contrattazione tra gli imprenditori e i lavoratori edili. Ma accanto a tale ruolo, se ne affiancano altri di natura previdenziale. Infatti, interviene direttamente in caso di malattia e infortuni (che nel settore sono purtroppo ricorrenti) in modo da garantire all’operaio edile il salario senza decurtazioni in caso di malattia professionale o infortunio.

Inoltre, la Cassa edile si occupa di accantonare quote che saranno erogate per le ferie, per quella che viene definita “gratifica natalizia” del lavoratore edile e per la pensione.
Infine, esistono tutta una serie di servizi che fanno da corollario come, ad esempio, la fornitura del vestiario lavorativo, il pagamento delle spese mediche per il lavoratore e i suoi familiari, l’erogazione di assegni di studio per l’operaio e i suoi familiari, l’erogazione di assegni in caso di figli con handicap, l’adesione ai fondi pensione, ecc…
I fondi per svolgere le sue funzioni derivano dalla contribuzione proveniente dai datori di lavoro e dai lavoratori attraverso un contributo percentuale sui salari.

 

Il trattamento degli operai edili in caso di malattia

Il trattamento degli operai edili in caso di malattia è disciplinato dall’articolo 26 del contratto collettivo nazionale di lavoro Edilizia industria del 19 aprile 2010 (come nel precedente CCNL del 18 giugno 2008), e aggiornato con l’accordo del 1° luglio 2014.

Durante l’assenza dal lavoro per malattia l’impresa, entro i limiti della conservazione del posto come specificato nel paragrafo successivo, è tenuta ad erogare ogni mese all’operaio e all’apprendista non in prova, un trattamento economico giornaliero pari all’importo che risulta moltiplicando le quote orarie della retribuzione, per il numero di ore corrispondente alla divisione per sei dell’orario contrattuale settimanale durante l’assenza per malattia.

Va specificato che la retribuzione è composta dal minimo di paga base, dall'elemento economico territoriale, dall’indennità territoriale di settore e dall’ex indennità di contingenza.

Invece, le quote orarie sono calcolate moltiplicando la retribuzione oraria per i seguenti coefficienti:
- per il 1°, il 2° e il 3° giorno nel caso la malattia superi i 6 giorni il coefficiente è pari 0,5495
- per il 1°, il 2° e il 3° giorno nel caso la malattia superi i 12 giorni il coefficiente è pari 1,0495
- dal 4° al 20° giorno per le giornate indennizzate dall’INPS il coefficiente è pari 0,3795
- dal 21° al 180° giorno per le giornate indennizzate dall’INPS il coefficiente è pari 0,1565
- dal 181° giorno al compimento del 365° giorno, per le sole giornate non indennizzate dall’INPS il coefficiente è pari 0,5495.

In pratica, per capire cosa riceve mensilmente l’operaio edile in caso di malattia occorre moltiplicare le quote orarie (come calcolate sopra) per un sesto dell’orario contrattuale settimanale.

 

Conservazione del posto di lavoro

In caso di malattia, l'operaio non in prova ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per un periodo che varia a seconda dell’anzianità di lavoro e di più malattie o ricadute.

Nello specifico, l’operaio non in prova ha diritto alla conservazione del posto:
- per un periodo di nove mesi consecutivi (270 giorni di calendario), senza interruzione dell’anzianità, con anzianità lavorativa inferiore a tre anni e sei mesi
- per un periodo di dodici mesi consecutivi (pari a 365 giorni di calendario), senza interruzione di anzianità, con anzianità lavorativa superiore a tre anni e mezzo
- nel caso di più malattie o ricadute nella stessa malattia, l’operaio ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo complessivo di nove mesi nell’arco di 20 mesi consecutivi, con anzianità lavorativa fino a tre anni e sei mesi
- nel caso di più malattie o ricadute nella stessa malattia, l’operaio ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo complessivo 12 mesi nell’arco dei 24 mesi consecutivi, con anzianità lavorativa superiore a tre anni e sei mesi.

Trascorso tale periodo, se l'impresa licenzia l'operaio o se la malattia non consente all’operaio di riprendere il lavoro, quest’ultimo ha diritto all’indennità sostitutiva del preavviso e al trattamento di fine rapporto. Se l’imprenditore edile non licenzia il dipendente, il rapporto di lavoro rimane sospeso, salva la decorrenza dell'anzianità agli effetti del preavviso.

Se, infine, l'operaio si ammala durante il periodo di preavviso, ha diritto, oltre al trattamento di fine rapporto, alla conservazione del posto fino alla scadenza del preavviso stesso.


Per avere ulteriori informazioni in merito è consigliabile affidarsi a un consulente del lavoro. Cercalo nel nostro sito. Il primo contatto in studio è gratuito!

 

Articolo del:

I professionisti più vicini a te in Consulenza del lavoro