La nuova legge Cinema e audiovisivo


Approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati: ecco cosa prevede
La nuova legge Cinema e audiovisivo

La nuova Legge Cinema e audiovisivo è stata approvata definitivamente dalla Camera dei Deputati dopo aver ottenuto, poche settimane fa, il via libera del Senato.Si tratta di una riforma attesa da oltre cinquant’anni, come ha commentato soddisfatto il ministro dei beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, e che entrerà in vigore in tempi rapidi, già dal gennaio 2017 dopo l’approvazione dei decreti attuativi. Ecco le principali novità.
Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo
E’ un fondo creato per sostenere gli interventi per il cinema e l'audiovisivi, gli incentivi fiscali e i contributi automatici unificando, in pratica, le risorse che finora sono state stanziate attraverso il Fus e il Tax credit. La cifra stanziata nel fondo per il 2017 è pari a 400 milioni di euro, cifra che rappresenta anche il limite annuo al di sotto del quale il fondo non potrà mai scendere negli anni successivi. Introdotto un "sistema virtuoso di autofinanziamento", grazie al quale il Fondo si alimenterà seguendo l’esempio del modello francese. In sostanza, l’11% del gettito Ires e Iva derivante dalle attività di programmazione e trasmissione televisiva, distribuzione cinematografica, proiezione cinematografica, erogazione di servizi di accesso a internet da parte delle imprese telefoniche e di telecomunicazione sarà appannaggio del Fondo.
Stop alle commissioni ministeriali per l’attribuzione dei finanziamenti
Con la nuova Legge del Cinema non saranno più le commissioni ministeriali ad attribuire i finanziamenti in base al cosiddetto ‘interesse culturale’. I finanziamenti saranno stanziati in base a un nuovo sistema di attribuzione automatico per le opere di nazionalità italiana che si basa su una serie di parametri oggettivi tra cui volume di incassi, qualità dell’opera, eventuali partecipazioni a festival e premi conseguiti. I contributi economici ricevuti da produttori, distributori cinematografici e audiovisivi dovranno essere reinvestiti per realizzare nuove produzioni
Progetti realizzati da esordienti
Parte del fondo, fino al 18%, sarà destinato ai progetti conseguiti da esordienti che realizzano opere prime e seconde, film d’essai e contenuti di qualità. Altri contributi, sempre restando all’interno della soglia del 18%, sono destinati ai giovani autori, alle Start-up, alle piccole sale, ai festival e alle rassegne di qualità e per le attività di Biennale di Venezia, Istituto Luce Cinecittà e Centro sperimentale di cinematografia.
Tax credit
Un capitolo a parte va dedicato ai sei tax credit che vengono potenziati per incentivare la produzione e la distribuzione cinematografica e audiovisiva e per favorire l’attrazione di investimenti esteri nel settore cinematografico e audiovisivo.
Hanno diritto a un tax credit fino al 30% le imprese di produzione, distribuzione, post-produzione, i distributori che programmano il cinema italiano, incentivando la concorrenza e aumentando le quote di mercato, le imprese italiane che lavorano per produzioni straniere, le imprese esterne al settore che investono nel cinema italiano e gli esercenti che gestiscono le sale cinematografiche.Il tax credit aumenta fino al 40% % per i produttori indipendenti che si distribuiscono il film in proprio e per le imprese esterne che investono in film che accedono ai contributi selettivi.
Fondo di garanzia per le PMI
Oltre al Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo è stato previsto il Fondo di garanzia di 5 milioni di euro annui destinati al finanziamento delle piccole e medie imprese del settore in modo da sviluppare la cultura e agevolare le aziende le cinematografiche italiane nella realizzazione di prodotti audiovisivi e cinematografici.
Sale cinematografiche
Saranno stanziati ben 120 milioni di euro di contributi a fondo perduto, per cinque anni, a soggetti pubblici e privati che aprono nuove sale o ristrutturano quelle dismesse, con lo scopo di favorire lo sviluppo e la diffusione delle sale cinematografiche su tutto il territorio italiano, in particolar modo nei centri storici e nei Comuni con meno di 15.000 abitanti. Per le sale storiche sarà più semplice la dichiarazione di interesse culturale.

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