La nuova NASpI: alcuni dati dell’INPS


E’ erogata anche nel caso di licenziamento con accettazione da parte del dipendente dell'offerta di conciliazione
La nuova NASpI: alcuni dati dell’INPS

Introdotta a partire dal 1° maggio 2015, la nuova NASpI ha sostituito le precedenti indennità ASpI e mini ASpI, così come dettato dall’art. 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22.L’INPS ha diffuso alcuni dati riguardanti la nuova indennità di disoccupazione: dal 1° maggio 2015 al 27 agosto 2015 sono arrivate all’Istituto di Previdenza ben 513.861 domande, 211.692 delle quali già evase dall’INPS.
Atro dato significativo: delle 513.861 domande totali, 211.692 provenivano dal personale precario della scuola, di cui 53.957 già definite e pagate.

Dati a parte, l’introduzione della NASpI ha creato dei dubbi, come spesso accade dopo l’introduzione di una nuova normativa. E uno di questi è il diritto all’erogazione in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro tra dipendente e datore di lavoro. La stessa INPS ha precisato che il licenziamento con accettazione dell'offerta di conciliazione di cui all'art. 6 del D. Lgs. n. 23 del 2015 non è ostativo al riconoscimento della indennità NASpI.

Allo stesso modo, non è ostativo al riconoscimento della indennità NASpI il caso della rassegnazione delle dimissioni per giusta causa o del rifiuto di una nuova posizione lavorative o del trasferimento in una nuova sede di lavoro. In quest’ultimo caso, però, c’è un discriminante: il nuovo posto di lavoro o la nuova sede lavorativa deve ubicarsi a più di 50 chilometri di distanza o a più di 80 minuti di viaggio utilizzando i mezzi pubblici dal luogo di residenza. Per distanze inferiori a tali soglie, si perde il diritto alla NASpI.

Detto ciò, in base all’articolo 1 del D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, ha diritto alla NASpI, la nuova indennità mensile di disoccupazione, il lavoratore subordinato che perde involontariamente il proprio posto di lavoro.
Ecco i requisiti per ottenere la NASpI:
a) essere disoccupati;
b) avere almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4;
c) avere almeno 30 giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei ultimi 12 mesi

La nuova normativa ha modificato l’assetto delle prestazioni a sostegno del reddito per chi perde un posto di lavoro e ha introdotto anche altre forme di sostegno quali l’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata (DIS-COLL), l’assegno di disoccupazione (ASDI) e, nuove disposizioni per il contratto di ricollocazione.

Per questo, sia per i lavoratori che per i datori di lavoro, è consigliabile affidarsi a un esperto di lavoro per conoscere con precisione cosa fare in caso di licenziamento in modo da capire esattamente quali siano i diritti e doveri da rispettare caso per caso.

Articolo del:

I professionisti più vicini a te in Consulenza del lavoro