La pensione? Te la presta la banca


Il Governo ha presentato un piano in base al quale chi è prossimo alla pensione potrebbe ottenere un prestito pensionistico da restituire in 20 anni
La pensione? Te la presta la banca

Il governo sta studiando un piano che permetta ai tanti lavoratori prossimi alla pensione, e che andranno in pensione prima dell’età di vecchiaia, di percepire l’assegno pensionistico senza penalizzazioni, ma che contemporaneamente non modifichi l’impianto della Legge Fornero.

Se ne è discusso oggi con i sindacati Cgil, Cisl e Uil nel tavolo con il Ministro del Welfare Poletti.

Il piano è rivolto a chi è nato tra gli anni 1951 e 1953 per il 2017 e anche per i lavoratori nati fino al 1955 nel biennio successivo 2018 e 2019.
In pratica, chi smetterà di lavorare entro i tre anni prima della maturazione dei requisiti per ottenere l’assegno pensionistico avrà la possibilità di percepire un prestito pensionistico da parte degli istituti di credito che sarà successivamente restituito con rate fino a 20 anni con gli interessi.

Con questo meccanismo, quindi, il lavoratore, prima di ottenere la pensione di vecchiaia erogata dagli istituti di previdenza, avrà la possibilità di percepire un reddito fornito dagli istituti di credito. Come è stato spiegato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, il prestito sarà erogato dagli istituti di credito senza la necessità di garanzie reali e nel caso di premorienza del lavoratore-pensionato, il debito restante non rimarrà a carico degli eredi.

La rata del prestito pensionistico da restituire agli istituti di credito per chi dovesse anticipare volontariamente l'uscita dal lavoro di 3 anni rispetto all'età di vecchiaia potrebbe arrivare fino al 15% della pensione per i vent'anni necessari per restituire il prestito.

Ma il Governo tiene a precisare che ci saranno detrazioni diverse e, quindi, costi diversi per l’operazione nel caso in cui si perda il lavoro prima di raggiungere i requisiti per ottenere l’assegno pensionistico o si decida di smettere volontariamente di lavorare in maniera anticipata. "Lo strumento - ha spiegato Nannicini - è molto flessibile. La detrazione fiscale potrà essere modificata per categorie diverse", ponendo maggiore attenzione per le categorie più deboli o meritevoli di tutela.

Chi decide di ottenere il prestito pensionistico dovrebbe fare apposita richiesta all’Inps.

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