La Riforma della Giustizia firmata Renzi


E’ stata presentata dal Premier la ricetta in 12 punti per riformare la Giustizia italiana. Tra le novità, processi in un anno e falso in bilancio
La Riforma della Giustizia firmata Renzi

A sorpresa, il premier Matteo Renzi, durante la conferenza stampa seguita all’ultimo Consiglio dei Ministri, ha snocciolato i punti cardine della ricetta del Governo per riformare la Giustizia italiana. Le novità sono state elencate in 12 punti, che riguardano, ad esempio, la riduzione dei tempi del processo di primo grado, la reintroduzione del reato di falso in bilancio o la responsabilità civile. Ecco l’elenco completo di tutti e 12 i punti:
1. Giustizia civile: riduzione dei tempi. Un anno in primo grado
2. Giustizia civile: dimezzamento dell’arretrato
3. Corsia preferenziale per le imprese e per le famiglie
4. Csm: più carriera per merito e non grazie all’appartenenza
5. Csm: chi giudica non nomina, chi nomina non giudica;
6. Responsabilità civile dei magistrati sul modello europeo
7. Riforma del disciplinare delle magistrature speciali (amministrativa e contabile)
8. Norme contro la criminalità economica (falso in bilancio; autoriciclaggio)
9. Accelerazione del processo penale e la riforma della prescrizione
10. Intercettazioni (diritto all’informazione e tutela della privacy)
11. Informatizzazione integrale del sistema giudiziario
12. Riqualificazione del personale amministrativo

Così come è già stato fatto per la Riforma della Pubblica Amministrazione, anche la Riforma della Giustizia, prima di essere presentata nella sua versione definitiva, sarà sottoposta al parere dell’opinione pubblica tramite l’indirizzo e-mail rivoluzione@governo.it. Per due mesi, da oggi e fino al 31 agosto, i cittadini potranno commentare la bozza presentata dal Governo, fornire suggerimenti o proporre modifiche. Il frutto del confronto aperto con gli italiani sarà il testo definitivo che sarà varato dopo il 1° settembre prossimo.

Chiaramente sono tutti punti provvisori, ma val la pena di sottolineare le intenzioni del Governo sul processo civile. È prevista una sua riduzione fino a un anno per il primo grado. È ambizioso anche l’obiettivo del dimezzamento dell’arretrato del processo civile, che oggi conta più di 5 milioni di procedimenti in corso. Dovrà, quindi, essere sempre più diffuso il ricorso a procedure di mediazione, conciliazione e arbitrato allo scopo di snellire la macchina della Giustizia. Per fare ciò, è stata prevista una via preferenziale processuale per famiglie (separazione e divorzio) e imprese.

Di notevole impatto è anche la proposta di reintrodurre il reato di falso in bilancio (abrogato nel 2012 dal Governo Berlusconi) o di prevedere una pena di sei anni per il reato di autoriciclaggio. Un altro capitolo riguarda il Csm e la responsabilità civile dei magistrati. La finalità perseguita è quella di prevedere per i giudici una carriera basata esclusivamente sul merito e non sull’appartenenza a una delle correnti interne alla magistratura. Inoltre, nel caso di procedimenti disciplinari, si vuole evitare che chi è chiamato a giudicare sugli errori commessi dai magistrati non possa nominare i vertici degli Uffici giudiziari, e viceversa. Come ha affermato il Ministro della Giustizia Andrea Orlando si vuole "evitare che ci sia un meccanismo di lottizzazione degli incarichi e inserire una nuova normativa elettorale che si basi sulla qualità". Si vuole, in sostanza seguire il modello della responsabilità civile dei magistrati in linea con quello prevalente in Europa.

Infine, sul tema delle intercettazioni e privacy, Renzi ha auspicato un confronto con la stampa e gli addetti del settore per arrivare a un punto di incontro condiviso, che tuteli il diritto di informazione da una parte, e quello alla privacy, dall’altra.

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