La Riforma della Pubblica Amministrazione


La bozza del provvedimento arriverà venerdì in Consiglio dei Ministri, ma già adesso se ne conoscono i punti salienti
La Riforma della Pubblica Amministrazione

E’ allo studio la bozza, composta da 26 articoli in tutto, della Riforma della Pubblica Amministrazione che sarà discussa venerdì dal Consiglio dei Ministri. Se ne conoscono già i punti principali, che prevedono, tra le misure più drastiche, la mobilità obbligatoria fino a 100 chilometri da casa, il blocco degli incarichi dirigenziali per chi è già in pensione e tagli ai permessi sindacali.

Ecco, allora, punto per punto le possibili novità:
1. Possibile prepensionamento in caso di esuberi: la Pubblica Amministrazione avrà la possibilità di procedere alla risoluzione unilaterale dei contratti di lavoro in caso di esubero. Ciò sarà possibile esclusivamente per i dipendenti pubblici pensionabili entro i successivi due anni e a fronte della corresponsione della pensione anticipata. Il prepensionamento, però, scatterà solo se, dopo aver obbligatoriamente informato le organizzazioni sindacali, PA e sindacati non troveranno un accordo entro 30 giorni.

2.Mobilità obbligatoria: i dipendenti potranno essere assegnati ad altra sede lavorativa nel raggio di 100 chilometri di distanza, anche senza il loro consenso. Però, mentre i trasferimenti nel raggio di 50 chilometri sono considerati come assegnazioni per la "stessa unità organizzativa", quelli compresi tra i 50 e i 100 chilometri di distanza devono essere motivati da esigenze organizzative e produttive.

3.Possibilità di demansionamento: i dipendenti pubblici già in mobilità possono richiedere di essere reinseriti nell’organico accettando un demansionamento, ovvero una ricollocazione con mansioni, qualifica e livello retributivo inferiori, in modo da aumentare le possibilità di ricollocamento

4. Permessi sindacali e incarichi dirigenziali: dal primo agosto, saranno ridotte del 50% le possibilità di chiedere distacchi, permessi e aspettative sindacali, "ai fini della razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica". Inoltre, a partire dal 31 ottobre, saranno vietati gli incarichi dirigenziali a chi è già in pensione, eliminando, di fatto, l’istituto del trattenimento in servizio. Sono esclusi gli incarichi già attivati, mentre quelli non ancora efficaci alla data di entrata in vigore della Riforma saranno revocati.

5. Turn over calcolato sulla spesa: il turn over sarà calcolato sul limite di spesa e non sul numero delle unità lavorative da avvicendare. I limiti di spesa in questione restano, per quest’anno, del 20% delle uscite, del 40% per il 2015, del 60% per il 2016 e dell’80% per il 2017.

6. Incarichi delle Autorità di Vigilanza: gli incaricati presso le Autorità indipendenti "non possono essere nuovamente nominati componenti di una autorità indipendente, a pena di decadenza, per un periodo pari alla durata dell’incarico precedentemente ricoperto". Inoltre, nei tre anni successivi, potrebbero essere previsti dei limiti nei rapporti di collaborazione e consulenza con enti pubblici e privati operanti nello stesso settore.

7. Tasse auto e scuole: gli importi annuali delle tasse automobilistiche possono essere incrementati fino a un massimo del 12%, ma solo per l’anno 2015. Per quanto riguarda, invece, le scuole di formazione della PA, queste verranno unificate.

8. Appalti pubblici: saranno escluse per tre anni dalle gare di appalti pubblici tutte le imprese che, concorrendo a una gara, non presenteranno tutti i requisiti necessari. La nuova disposizione, però, si applicherà solo dopo l’entrata in vigore della legge di conversione.

Come si è detto, la bozza arriverà venerdì in Consiglio dei Ministri e potrebbe, quindi, subire delle modifiche. Però, per non trovarsi impreparati, è possibile farsi consigliare da un esperto per conoscere tutti i possibili diritti e doveri.

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