La tua azienda è in equilibrio finanziario?


Attraverso il calcolo degli indici di liquidità si può sapere se l’impresa è in equilibrio finanziario
La tua azienda è in equilibrio finanziario?

Analisi delle performance tramite gli indici di bilancio

Come scritto nell’articolo precedente “Analisi delle performance tramite gli indici di redditività aziendale”, per conoscere la reale situazione patrimoniale-finanziaria della propria azienda è necessario affidarsi a dei valori che la fotografino. Tali valori sono il frutto di un analisi per indici molto utile alla direzione aziendale per capire se i risultati ottenuti dall’azienda sono quelli desiderati o se vi siano degli scostamenti.
Ugualmente è possibile individuare i punti di forza e di debolezza della gestione, in modo da potenziare i primi e rimuovere i secondi.
Attraverso il calcolo di indicatori sintetici di ottenere un quadro preciso e integrato sull’andamento delle performance dell’azienda ed avere un feedback delle scelte decisionali effettuate.
Come visto, per conoscere lo stato di salute dell’azienda e per monitorare il percorso per obiettivi delineato ci si avvale di diversi indici di bilancio da analizzare. Tali indici sono:
- indici di redditività
- indici di liquidità
- indici di solidità

 

Gli indici di liquidità

Nel precedente articolo sono stati illustrati gli indici di redditività, mentre in questo testo si presentano gli indici di liquidità.
Gli indici di liquidità sono dei valori che hanno lo scopo di misurare la capacità dell’azienda di preservare l’equilibrio finanziario a breve termine.
Un’impresa in equilibrio di liquidità è in grado di far fronte agli esborsi di gestione quali il pagamento ai fornitori, il pagamento di salari e stipendi, di tasse, il rimborso delle rate dei prestiti o dei canoni di eventuali affitti, ecc…
Ma tale capacità di esborso deve essere effettuato in maniera economicamente conveniente e senza il costante ricorso alla vendita di asset o all’aumento del capitale di debito.
Un disequilibrio finanziario potrebbe essere un segnale molto negativo della gestione aziendale che potrebbe, nei casi peggiori, essere sintomo di un futuro fallimento.
Ecco perché gli indici di liquidità sono essenziali.
 
Gli indici di liquidità maggiormente usati sono due:
1.    Indice di liquidità primaria
2.    Indice di liquidità secondaria

 

Indice di liquidità primaria

L’indice di liquidità primaria è il rapporto tra la somma delle liquidità immediate (LI) e le liquidità differite (LD) e le passività correnti (PC). Le liquidità immediate sono le somme immediatamente disponibili dall’azienda, mentre le liquidità differite sono somme di denaro che entreranno a breve nella disponibilità dell’impresa. Le passività correnti, invece, sono le uscite di denaro che l’azienda deve fronteggiare per pagare i propri debiti di breve periodo. E’ evidente che le liquidità disponibili, immediate e differite, devono essere maggiori o almeno uguali alle passività correnti, poiché in caso contrario, l’azienda non avrebbe abbastanza liquidità per pagare i debiti e per farlo dovrebbe ricorrere a capitale di debito o vendita di asset (situazione che a lungo andare potrebbe portare al fallimento!).
Matematicamente, l’indice si calcola con la seguente funzione:

Se il valore dell’indice è pari a 1, significa che l’azienda pareggia le entrate e le uscite. Per valori maggiori di 1, l’azienda registra più entrate che uscite, mentre viceversa, per valori inferiori a 1, l’azienda registra la situazione negativa in cui le uscite sono maggiori delle entrate.
Per calcolare il margine di tesoreria, ovvero, di quanto le entrate siano maggiori delle uscite correnti, basta sottrarre dalla somma delle liquidità immediate (LI) e le liquidità differite (LD) il valore delle passività correnti (PC).

Margine di tesoreria = (LI + LD) – PC

 

Indice di liquidità secondaria

L’indice di liquidità secondaria, invece, si ottiene dal rapporto tra le attività correnti (AT) e le passività correnti (PC). Le attività correnti sono definite come tutti quegli impieghi per i quali si prevede un realizzo a breve in un lasso di tempo di 12 mesi, mentre le passività correnti sono tutti quei pagamenti a cui si deve far fronte nello stesso arco di tempo.
Matematicamente, l’indice di liquidità secondaria si misura attraverso la seguente formula:

In questo caso, però, il risultato, per essere positivo, deve essere maggiore di uno poiché tra le attività correnti sono ricomprese anche le rimanenze di magazzino.

Infine, dalla differenza tra attività correnti e passività correnti (CCN = AC - PC) si ottiene un valore che rappresenta il capitale circolante netto o margine di disponibilità che indica il valore di attività correnti che si considerano finanziate da fonti durevoli dell’azienda.

 

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