L’assegno di divorzio deve avere funzione perequativa, compensativa e assistenziale


Tribunale di Nuoro: il coniuge ha diritto all’assegno se non ha mezzi adeguati per mantenersi
L’assegno di divorzio deve avere funzione perequativa, compensativa e assistenziale

La recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 18287/2018 sulla funzione assistenziale, perequativa e compensativa comincia a dare i suoi effetti.

 

Ne è un esempio l’attuale sentenza n. 424/2018 del Tribunale di Nuoro, che ha riconosciuto il diritto all’ex moglie, ultracinquantenne, di ottenere dall’ex coniuge un assegno divorzile di 800 euro al mese.

 

Prima di citare il caso concreto, va ricordato che le Sezioni Unite della Cassazione hanno sancito che il giudice di merito deve valutare l'an e il quantum dell'assegno di divorzio basandosi sui criteri dettati dall'art. 5, comma 6 della legge n. 898/1970 (così come modificata dalla legge n. 74/1987), che recita: “(…) il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi, e valutati tutti i suddetti elementi anche in rapporto alla durata del matrimonio, dispone l'obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell'altro un assegno quando quest'ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive”.

 

Superato il principio del tenore di vita in costanza di matrimonio come criterio per la commisurazione dell'assegno divorzile (Cass. sentenza 11504/2017), le S.U. 18287/2018 hanno affermato come l’assegno debba essere riconosciuto in funzione perequativa, compensativa e assistenziale nei confronti del coniuge “più debole” laddove quest’ultimo non sia autosufficiente per ragioni obiettive.

 

Nel caso specifico, l’ex moglie, pur avendo un lavoro, è impossibilitata a trovare un altro impiego maggiormente remunerativo data la sua età (over 50) e per il fatto di essersi dedicata per 30 anni alla famiglia e a crescere i figli. Inoltre, la donna è dovuta uscire dalla casa familiare poiché di proprietà dell’ex marito. I giudici del Tribunale di Nuoro hanno tenuto conto dell’apporto personale ed economico dato da ciascun coniuge durante il matrimonio, del reddito percepito da entrambi, dell’età della donna e della necessità di quest’ultima di dover affrontare canoni di locazione, ha stabilito a suo favore un assegno mensile di 800 euro proprio in funzione perequativa, compensativa e assistenziale.

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