Lavori pubblici: come cambieranno gli appalti


Al vaglio del Senato la nuova riforma sugli appalti per contrastare la corruzione
Lavori pubblici: come cambieranno gli appalti

Le inchieste su appalti truccati non sono purtroppo una novità. Gli archivi dei giornali sono pieni di notizie di inchieste avviate dalle procure italiane impegnate a svelare gli intrecci economici e le gare truccate che ruotano attorno al mercato del mattone.

Proprio per contrastare la corruzione nel settore degli appalti è allo studio in Senato la nuova riforma sugli appalti. La delega è al vaglio della commissione Lavori pubblici e dovrebbe ottenere il via libera il 3 giugno prossimo, per poi ricevere il parere della Commissione Bilancio.

Molti gli elementi di novità che si vogliono introdurre. Innanzitutto, gli appalti saranno assegnati esclusivamente solo a fronte della vittoria di una gara pubblica. Non si potrà più, dunque, ottenere alcun incarico di esecuzione di opere edilizie per "chiamata diretta". Sarà necessario partecipare a un bando pubblico. Unica eccezione: le calamità naturali. Soltanto in caso di estrema emergenza si potrà derogare all’assegnazione di un appalto tramite gara per motivi di urgenza.

Ad aggiudicare gli appalti saranno i commissari sorteggiati da un unico albo nazionale, così come saranno sorteggiati i responsabili dei cantieri per le grandi opere. La gestione delle gare, inoltre, sarà digitalizzata in modo che sia possibile tacciare tutte le fasi e le informazioni inerenti alla gara stessa.

Sono stati rafforzati, poi, i poteri di vigilanza dell’Autorità anti-corruzione guidata da Raffaele Cantone. I controlli potranno essere intensificati sia in fase di aggiudicazione degli appalti, così come durante lo svolgimento dell’esecuzione delle opere edili e l’Autorità avrà il potere di intervenire nel caso lo ritenesse necessario a causa di gestioni "poco trasparenti" dei lavori.

Altro elemento di una certa importanza è l’arrivo dei prezzi standard anche nel settore degli appalti pubblici che saranno aggiornati di anno in anno. L’adozione di tali nuovi parametri, così come avviene già in altri ambiti, ha l’obiettivo dichiarato di monitorare e vigilare sui costi sostenuti e dichiarati per lo svolgimento delle opere edilizie. L’utilizzo dei prezzi standard dovrebbe esorcizzare il fenomeno dei "prezzi gonfiati". Conseguenza diretta dell’introduzione dei nuovi indicatori di costo è l’eliminazione del "massimo ribasso", che consentiva ai partecipanti di una gara di vedersela aggiudicare proponendo costi inferiori rispetto ai competitors. Costi che poi, in corso d’opera, erano destinati a salire o si ripercuotevano sulla qualità dei prodotti utilizzati.

La riforma definitiva deve ancora arrivare, ma l’imbastitura c’è. Occorrerà vedere quanto lo schema già delineato cambierà in corso d’opera!

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