Lazio: piano casa prorogato


Il Consiglio regionale ha approvato la proroga per poter effettuare gli interventi di ristrutturazione
Lazio: piano casa prorogato

Con 27 voti favorevoli e 12 contrari, il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la proroga del Piano casa per poter effettuare i lavori edilizi di ristrutturazione. Vediamo, per ogni singola fino a quando è valida la proroga e che cosa prevede il Piano Casa.

Innanzitutto va detto che dopo mesi di attesa e discussioni, il Piano casa nella Regione Lazio è stato prorogato di altri due anni fino al 31 gennaio 2017. Il Consiglio regionale del Lazio ha dunque dato il via libera alla proroga del Piano precedente che era stato varato durante l'amministrazione di Renata Polverini e che, a sua volta, modificava e prorogava il primo Piano casa, risalente alla legge 21 del 2009.
Durante quest’ulteriore arco di tempo sarà ancora possibile presentare le domande in Comune per poter ottenere il permesso di ampliare gli immobili esistenti, effettuare demolizioni e ricostruzioni o di modificare la destinazione d’uso degli immobili.

Ecco le principali novità così sintetizzabili:
1) eliminazione della premialità, ovvero la possibilità di un aumentare la cubatura del 10% sulla volumetria prevista dal piano attuativo regolatore per le costruzioni nelle aree libere edificabili. Così facendo, resta la premialità solo nel cambio di destinazione d'uso

2) è prevista la monetizzazione degli standard urbanistici, ovvero un pagamento sostitutivo alla mancata realizzazione di opere e servizi per i cittadini stabiliti dal Piano regolatore

3) nuove regole in ambito di housing sociale: la percentuale dei nuovi interventi sulle aree libere da destinare a questo istituto passa dal 30% al 10%. Se, però, gli interventi sono rivolti a edifici già esistenti dismessi o mai utilizzati al 31 dicembre 2013, allora la percentuale passa dal 30 al 43%, con un aggiuntivo 10% se l’housing sociale riguarda altri edifici già realizzati o in costruzione, di proprietà dello stesso soggetto privato.

4) favorita la rigenerazione urbana (demolizioni e ricostruzioni, cambi di destinazione) sulla città costruita

5) stabilito il principio della ruralità multifunzionale disciplinato da un apposito regolamento che prevede l’introduzione delle attività connesse e compatibili con la destinazione agricola quali l’agriturismo e turismo rurale, la trasformazione e vendita diretta di prodotti agricoli, la ristorazione e degustazione dei prodotti tipici, le attività culturali, didattiche, sociali e teraupetiche-riabilitative.

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