Le novità del regime forfettario nella Legge di Bilancio 2019


Scopri come la nuova Legge di Bilancio 2019 ha apportato modifiche alla disciplina del regime forfettario: requisiti, vantaggi e cause di esclusione.
Le novità del regime forfettario nella Legge di Bilancio 2019

La Legge di Bilancio 2019 ha apportato modifiche alla disciplina del regime forfettario, ampliando principalmente la platea di soggetti passivi Iva e professionisti che possono rientrare nella disciplina. Le novità, però, hanno generato non pochi dubbi. Facciamo allora un po’ di chiarezza.

 

Requisiti per aderire al regime forfettario

Il regime forfettario è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2015 (Legge 190/2014) attraverso i commi 54-88 dell’art.1 della Legge, per sostituire gradualmente il regime dei minimi.
La Legge di Bilancio 2019 (Legge 145/2018), con i commi 9-11, ha modificato i requisiti di accesso alla disciplina.

In base al novellato comma 54 dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2015 (dopo le modifiche della Legge di Bilancio 2019), i contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni possono applicare il regime forfetario se nell'anno precedente hanno conseguito ricavi o hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65 mila euro.

La soglia dei 65 mila euro è, ad oggi, l’unico requisito necessario per aderire al regime forfettario. Si è semplificata la normativa eliminando i requisiti precedenti. Infatti, fino al 2018 i requisiti erano:
•    Il conseguimento di ricavi o percepito compensi non superiori ai limiti indicati dalla legge che erano differenti in base al codice ATECO di appartenenza (liberi professionisti, imprese, ecc…)
•    Aver sostenuto spese per un ammontare complessivamente non superiore ad euro 5.000 lordi per lavoro accessorio
•    Possedere beni strumentali di costo complessivo non superiore a 20 mila euro

Ora, non essendoci più limiti di reddito in base ai diversi codici Ateco, il limite dei 65 mila euro non deve essere superato calcolando la somma dei ricavi e dei compensi ottenuti dalle diverse attività ATECO esercitate. All’interno di tale limite vanno computati anche i redditi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno e dei diritti di autore.

 

Vantaggi del regime forfettario

Non sono state introdotti altri vantaggi dell’adesione al regime forfettario oltre a quella dell’aumento della soglia unica a 65 mila euro.

Ricordiamo che, grazie all’adesione alla disciplina, ci sono notevoli semplificazioni tra cui:
•    Non si procede con l’addebito dell’Iva e l’indetraibilità della stessa
•    Non vi è alcun obbligo di operare ritenute alla fonte, in quanto non si è sostituti d’imposta; inoltre, i compensi non sono soggetti a ritenuta
•    Vi è l’esonero dall’obbligo di emettere la fattura elettronica e si ha la possibilità di richiedere le fatture d’acquisto in forma cartacea come accade per i consumatori privati
•    Vi è l’esonero dall’obbligo della registrazione e della tenuta delle scritture contabili


Cause di esclusione dal regime forfettario

Per i requisiti di accesso o di permanenza nel regime forfetario occorre far riferimento ai valori registrati nell’anno precedente (per esempio, se nel 2019 si accumulano redditi pari a 62 mila euro, si può permanere nel regime forfettario nel 2020).

Viceversa, le cause di esclusione dalla disciplina che si manifestano nell’anno in corso hanno efficacia nell’anno stesso (per esempio, se nel 2019 si accumulano redditi pari a 68 mila euro, non si può permanere nel regime forfettario nel 2019).

La Legge di Bilancio 2019 ha apportato novità sulle cause di esclusione, aumentandole di numero, e novellando il comma 57 dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2015.

Quelle già previste erano:
•    Superamento della soglia massima di ricavi e compensi
•    Esclusione delle persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva
•    Esclusione dei soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati UE o in uno aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo, ma che producono in Italia almeno il 75% dei loro redditi
•    Esclusione dei soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili
•    Esclusione dei soggetti che effettuano cessioni di mezzi di trasporto nuovi

Accanto a tali cause ostative, ne sono state aggiunte altre due:
•    Esclusione degli esercenti attività d'impresa, arti o professioni che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d'impresa, arti o professioni
•    Esclusione delle persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d'imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

 

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