Legge di Stabilità 2016


Il Governo ha varato una manovra da 27-30 miliardi che adesso dovrà essere vagliata dal parlamento e da Bruxelles
Legge di Stabilità 2016

Al termine del Consiglio dei ministri, il Governo ha presentato la Legge di Stabilità per il prossimo anno. Una manovra annunciata dall’esecutivo per "un’Italia forte, semplice, giusta e orgogliosa" e spiegata con l’ausilio di slide che valgono dai 27-30 miliardi di euro. La cifra esatta dipenderà dall’accettazione o meno da parte di Bruxelles della clausola sui migranti che consentirebbe un margine di flessibilità di spesa pari allo 0,2% del Pil, che si traduce in circa 3 miliardi di euro. La maggior parte dei 27-30 miliardi di euro, circa 17 miliardi, servirà a coprire le clausole di salvaguardia ereditate dagli scorsi anni. Ora la manovra passerà al vaglio del Parlamento e, appunto, di Bruxelles.

Ecco le novità inserite nella legge di Stabilità.Prima di tutto l’abolizione dell’IMU e della TASI sulla prima casa. E questo è un punto che ha sollevato non poche critiche dato che l’intervento è visto come un favore rivolto a chi possiede grandi patrimoni. L’IMU, soprattutto, dato che sulla prima casa, oggi, lo paga solo chi ha un’abitazione di lusso.

Per quanto riguarda le imprese, il Governo si è impegnato a tagliare l’Ires dal 2017 al 24%, ma una riduzione dell’imposta sul reddito delle società potrebbe già avvenire il prossimo anno, sempre che la Commissione europea permetta uno spazio di manovra aggiuntiva dello 0,2% del Pil, circa 3,3 miliardi di euro, a fronte delle spese che l’Italia ha dovuto sostenere per l’evento migratorio eccezionale degli ultimi mesi. In arrivo anche i super-ammortamenti: le aziende che decidono di investire in immobilizzazioni materiali potranno ammortizzare i beni per il 140% del loro valore.

Altro punto forte della Legge di Stabilità per il prossimo anno riguarda le pensioni. Esclusa la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro vera e propria, rimangono le regole di pensionamento della Legge Fornero. E’ stato, però, previsto un part-time volontario, solo per il settore privato, per chi ha compiuto 63 anni e gliene mancano altri tre prima di andare in pensione. In pratica, il lavoratore potrà contrattare con l’azienda di lavorare mezza giornata, maturando lo stesso i contributi come se lavorasse a tempo pieno. Il vantaggio per l’azienda sarebbe quello di poter ridurre l’orario di lavoro del dipendente senza aver alcun obbligo di assumerne un altro, così come avviene al contrario nei casi di solidarietà espansiva.

Infine, tra i tanti altri interventi messi a punto dal Governo, c’è anche quello, contestato, di inserire il canone Rai nella bolletta della luce. Al grido dello slogan "pagare tutti, pagare meno", l’esecutivo intende inserire la tassa in bolletta in modo da eliminare l’evasione fiscale, ma contemporaneamente ridurre l’esborso, dagli attuali 113,50 euro a 100 euro a famiglia.

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