Liberi professionisti: bonus di 600 euro anche ad aprile e di 1000 euro a maggio


Nella bozza del decreto di maggio si conferma il bonus per gli autonomi da 600 euro anche ad aprile e di 1000 euro a maggio a patto di aver subito perdite
Liberi professionisti: bonus di 600 euro anche ad aprile e di 1000 euro a maggio

Il consiglio dei ministri si prepara a discutere la prima bozza del nuovo decreto di maggio (bozza del 30 aprile 2020) che intende modificare o prorogare in parte alcune misure inserite nel decreto “Cura Italia” (D.L. 18/2020 del 17 marzo 2020, convertito con modificazioni dalla Legge n.27 del 24 aprile 2020).

Tra le modifiche presenti nella bozza vi è la conferma del bonus da 600 euro per i liberi professionisti con partita Iva anche per il mese di aprile. A maggio, poi, è previsto un bonus maggiorato, pari a 1000 euro, per gli stessi soggetti a patto che dimostrino una riduzione del reddito di almeno il 33%.

Dovrebbe, dunque, essere confermato il bonus di 600 euro per gli autonomi che hanno già percepito l’indennità relativa al mese di marzo. Da maggio, però (e vien da dire in maniera forse tardiva), il bonus sarà concesso solo se si dimostra di aver subito nel secondo bimestre 2020 una riduzione dei redditi almeno del 33% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il bonus è stato introdotto con l’art. 27 del D.L. 18/2020 (Decreto “Cura Italia”) che consente “Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata (…), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie” di ottenere un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro.  
Stesso beneficio è stato concesso ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'Ago (art. 27 del D.L. 18/2020).

Negli artt. 27 e 28 del D.L. 18/2020, però, non è stato previsto alcun requisito reddituale o limitazione per poter usufruire del bonus. L’unica soglia che è stata prevista è quella del “limite di spesa complessivo di 203,4 milioni di euro per l'anno 2020” (per partite Iva e co.co.co) e di 2.160 milioni di euro (per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'Ago) erogabili dall’Inps.

Nei fatti, il bonus di marzo è piovuto a cascata su tutti i soggetti passivi Iva che non devono versare i contributi ad una cassa obbligatoria di categoria professionale (iscritti ad un albo professionale) indipendentemente dai compensi percepiti nel mese di marzo e, soprattutto, indipendentemente dall’aver subito o meno una perdita a causa dell’emergenza epidemiologica Covid-19.

Lo stesso avverrà anche per il mese di aprile.

Da maggio, però, l’indennità sarà erogata soltanto se si hanno effettivamente subito delle perdite, così come già accade ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (ad esempio la CNPADC - Cassa dei Dottori Commercialisti, l’Inpgi - Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani, oppure l’Inarcassa - Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti, o ancora l’Enpap - Ente Nazionale di previdenza ed assistenza per gli psicologi…).

Alcuni enti di diritto privato di previdenza obbligatoria per i professionisti iscritti ad un albo, infatti, hanno previsto fin da subito che il bonus sia riconosciuto soltanto a coloro che nell’anno di imposta 2018 abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro o, in alternativa, un reddito complessivo compreso tra 35.000 euro e 50.000, a patto che a causa del Coronavirus siano stati costretti a chiudere la partita Iva dopo il 23 febbraio 2020 o abbiano subito nel primo trimestre 2020 una perdita documentata di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo del 2019.

In pratica, hanno posto dei paletti e introdotto delle soglie reddituali che provino una perdita per poter usufruire del bonus.

La stessa cosa dovrebbe essere prevista nella bozza del decreto di maggio anche per tutti gli altri soggetti partita Iva che non sono iscritti ad un albo professionale e iscritti alla gestione separata dell’Inps: per poter ricevere il bonus da 1000 euro devono documentare una perdita dei redditi di almeno il 33% nel secondo bimestre 2020 rispetto a quello del 2019 oppure di aver chiuso la propria attività prima dell'entrata in vigore del decreto.

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