Maggiori diritti per i consumatori


Dal 13 giugno entrano in vigore le nuove disposizioni europee che garantiscono maggiori tutele precontrattuali per gli utenti
Maggiori diritti per i consumatori

C’è voluto un po’ di tempo, ma finalmente a breve entreranno in vigore in Italia le nuove disposizioni in materia di diritti dei consumatori previste dalla Direttiva Europea 2011/83/UE. Tale direttiva è stata attuata nel nostro ordinamento grazie al decreto legislativo del 21 febbraio 2014, n. 21 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 58 dell’11 marzo 2014. Nello specifico, la nuova disciplina aggiorna il Codice del Consumo dall’articolo 45 all’articolo 67.

A partire dal 13 giugno prossimo, molte nuove norme entreranno in vigore, soprattutto quelle riguardanti i contratti stipulati a distanza e negoziati in ambiti diversi dai locali commerciali. Nuovi termini sono stati stabiliti, ad esempio, sui tempi di recesso o di ripensamento da parte del consumatore. E ancora, sono stati vietati alcuni costi che gravavano sugli acquirenti che acquistavano beni o servizi tramite le carte di credito o di debito. Vediamo, allora, le principali novità introdotte.
Innanzitutto è stato aumentato il periodo entro il quale il consumatore può esercitare il diritto di ripensamento, passato dagli attuali 10 giorni ai 14 giorni. Tale diritto deve essere, inoltre, comunicato espressamente al consumatore: se l’azienda venditrice non si attiene alla regola, il consumatore può recedere dal contratto. E anche in questo caso, sono stati estesi i tempi in cui il cliente può chiedere il recesso. Prima delle nuove disposizioni i tempi per recedere erano di 60 giorni a partire dalla conclusione del contratto o di 90 giorni dalla consegna del bene. Adesso, per entrambi i casi, i tempi in cui è possibile esercitare il diritto di recesso si allungano fino a 12 mesi. Il venditore, a sua volta, ha meno giorni per restituire le somme ricevute dal cliente: i 30 giorni previsti finora sono stati ridotti a 14. Sono aumentati, invece, i giorni entro i quali il consumatore deve restituire il bene al venditore, nel caso voglia esercitare il suo diritto al ripensamento: i 10 giorni attuali diventeranno 14.

Entra in vigore anche il divieto, per le imprese, di applicare costi aggiuntivi ai consumatori per acquisti effettuati con le carte di credito o con le carte di debito (bancomat) o in aggiunta alle tariffe telefoniche, sia in caso di vendite dirette che di contratti a distanza.

Dal 16 giugno, quindi, i consumatori avranno delle armi in più per far valere i propri diritti. A vigilare sull’applicazione delle nuove norme è L’AgCom, il Garante della concorrenza e del mercato, che avrà anche il compito di sanzionare eventuali infrazioni alla nuova normativa. Nei casi più gravi, però, il consiglio è quello di farsi consigliare da un esperto.

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