Malattia professionale


Cosa fare se la causa di servizio non viene riconosciuta?
Malattia professionale

La malattia professionale o causa di servizio è una malattia contratta a causa della particolare mansione lavorativa svolta. E’ una tipologia annoverata dalla legge italiana e perché sia riconosciuta come tale è necessario provare un’alterazione definitiva dello stato di salute del dipendente e una connessione inequivocabile allo svolgimento dell’attività lavorativa.

La malattia professionale INAIL, perché sia riconosciuta, deve rientrate tra quelle tabellate, cioè tra quelle espressamente elencate: le malattie selezionate sono 24 per il settore dell’agricoltura e 85 per il settore dell’industria, cosi come dettato dal D.P.R. 336/94 e successive modificazioni.

E’ possibile però ottenere il riconoscimento della malattia come causa di servizio anche in alcuni casi in cui la diagnosi non sia espressamente elencata tra quelle tabellate. In questo caso, però, è necessario provare con certezza il rapporto di causa-effetto tra l’insorgenza del danno biologico e la tipologia di mansione svolta.

Le cause più note di malattie professionali sono quelle che insorgono a causa di lavori usuranti o quelli che richiedono una costante esposizione a polveri e sostanze chimiche, radiazioni ecc...

Per ottenere il riconoscimento della causa di servizio è necessario che il dipendente si sottoponga a una visita medica che certifichi il danno. Il medico in questione dovrà compilare il certificato medico INAIL per malattia professionale che sia il dipendente che il datore di lavoro dovranno presentare alla Direzione Provinciale del Lavoro, all’ASL e alla sede INAIL di competenza.

Nel caso in cui la domanda venga accolta, il dipendente avrà diritto alle prestazioni erogate dall’INAIL in base alla tipologia di malattia professionale contratta. Tra le prestazioni fornire si annoverano le cure ambulatoriali, indennità giornaliere, rendite, assegni di incollocabilità, assegni per assistenza personale continua, cure termali, protesi e presidi ortopedici, ecc...

Ma cosa accade se l’INAIL non riconosce la malattia come professionale?
E’ necessario, in questi casi, fare ricorso entro e non oltre tre anni dalla notifica del mancato riconoscimento da parte dell’INAIL. Si dovrà chiedere di essere sottoposti a una nuova visita medica. E qui, è indispensabile avvalersi di un medico legale di parte che possa certificare i danni biologici subiti in modo da poterli relazionare alla causa di servizio. L’assistenza di un medico legale di parte garantirà sicuramente la tutela dei propri diritti in caso di primo esito negativo da parte dell’INAIL. Se poi, non si riceve una nuova risposta entro 60 giorni o se l’esito è nuovamente negativo, si può fare ricorso al Giudice del Lavoro, sempre entro tre anni.
Solo per le casalinghe i tempi sono ridotti a 90 giorni per fare ricorso, mentre i tempi di attesa della risposta salgono a 120 giorni.

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