Maternità surrogata, la CEDU stabilisce il riconoscimento dei genitori


La CEDU stabilisce il diritto dei bambini di essere riconosciuti da entrambi i genitori anche se nati attraverso la maternità surrogata
Maternità surrogata, la CEDU stabilisce il riconoscimento dei genitori

Deve essere riconosciuto il diritto ad avere entrambi i genitori al bambino che nasce attraverso la maternità surrogata in un Paese in cui tale pratica è legale.

E il riconoscimento deve avvenire anche in quei Paesi europei in cui la pratica non è consentita, poiché è preminente il diritto del bambino al riconoscimento.

E’ quanto è stato stabilito dalla CEDU di Strasburgo (Corte Europea dei diritti dell’uomo) dopo la richiesta di fornire un parere orientativo da parte della Corte di Cassazione francese in merito al caso di una coppia eterosessuale francese che aveva avuto due bambini attraverso la gestazione per altri (Gpa) in California, dove tale pratica è legale.

In pratica, l’uomo aveva dato il suo seme, una donatrice il suo ovulo, mentre la gravidanza è stata portata a termine da un’altra donna che aveva prestato il suo utero. I bambini, dunque, hanno un legame genetico solo con il padre, ma non con la moglie dell’uomo.

Per questo, le autorità francesi avevano inizialmente negato il riconoscimento a entrambi i componenti della coppia, per poi riconoscere la paternità solo al padre (dopo una prima condanna della Corte Europea).

Ricorsi in Cassazione, i due genitori hanno richiesto ai giudici della Cassazione francese che i bimbi potessero essere riconosciuti da entrambi.  Di qui, la richiesta della Corte francese un nuovo parere, risultato poi essere positivo nei confronti della coppia.

Ma perché è importante il parere della CEDU anche in Italia?

Perché la CEDU è un organismo a cui aderiscono i 47 Paesi del Consiglio d’Europa e, i pareri emessi dalla Corte europea dei diritti dell’uomo sono destinati a tutti i Paesi aderenti, tra cui appunto il nostro Paese. E anche se non si tratta di una sentenza vincolante per gli Stati, di certo rappresenta un orientamento di elevata importanza e riconoscimento.

I giudici della Corte di Strasburgo hanno deciso che il bambino che nasce grazie alla maternità surrogata in uno Stato in cui la procedura è legale, deve essere riconosciuto come figlio anche in quei Paesi in cui la pratica non è contemplata o consentita. E la ragione di ciò è la tutela del minore e la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

"Il diritto al rispetto della vita privata» di «un bambino nato all’estero con un accordo di maternità surrogata — si legge nel parere della CEDU — richiede che la legge preveda la possibilità di riconoscere la relazione legale genitore-figlio con la madre intenzionale, indicata sul certificato di nascita estero come madre legale".


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