Matrimonio, l’assegno dell’Inps


Ai lavoratori maggiormente a basso reddito è garantito un assegno per il congedo matrimoniale della durata di otto giorni
Matrimonio, l’assegno dell’Inps

Tra i vari doni di nozze ricevuti potrebbe esserci anche quello dell’Inps, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Si tratta di un assegno per il concedo straordinario matrimoniale della durata di otto giorni, di cui si è usufruito entro i 30 giorni dalla data delle nozze. Spetta ai lavoratori maggiormente a basso reddito, ovvero agli operai, agli apprendisti, ai lavoratori a domicilio e ai marittimi di bassa forza. Non spetta, al contrario, agli impiegati, agli apprendisti impiegati e ai dirigenti del settore industriale, agricolo, commerciale, bancario e creditizio, assicurativo, statale e ai dipendenti delle aziende che non versano il contributo alla CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari).

Possono usufruire dell’assegno per concedo matrimoniale anche gli operai, gli apprendisti, i lavoratori a domicilio e i marittimi di bassa forza disoccupati, basta che dimostrino di aver lavorato per almeno 15 giorni nei 90 giorni precedenti al matrimonio. Lo stesso vale per i lavoratori che, pur essendo titolari di un contratto di lavoro, non siano comunque in servizio per un qualunque motivo giustificato di assenza (malattia, sospensione, richiamo alle armi...).

Per ottenere l’assegno per il concedo matrimoniale è necessario rispettare tre requisiti:
- contrarre un matrimonio civile o concordatario (non vale il solo matrimonio religioso)
- possedere un lavoro da almeno una settimana (per i disoccupati, invece, vale ciò che è stato precedentemente scritto)
- fruire del congedo matrimoniale entro i 30 giorni successivi alle nozze

L’ammontare dell’assegno varia in base alla categoria lavorativa. Nello specifico:
- agli operai e agli apprendisti spettano sette giorni di retribuzione, da cui si deve detrarre la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%
- ai lavoratori a domicilio spettano sette giorni di guadagno medio giornaliero, da cui si deve detrarre la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%
- ai marittimi spettano otto giornate di salario medio giornaliero, da cui si deve detrarre la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%
- ai lavoratori assunti con il part-time verticale spettano solo i giorni settimanali previsti dal contratto per lo svolgimento della propria attività, da cui si deve sempre detrarre la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%

Inoltre, l’assegno è cumulabile con l’indennità Inail per infortunio sul lavoro finché non si raggiunga la cifra che sarebbe spettata a titolo di retribuzione. Mentre è incumulabile con le prestazioni di malattia, maternità, cassa integrazione ordinaria e straordinaria o con i trattamenti di disoccupazione ASpI. E’ fatto salvo, invece, il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

Se si è occupati, la domanda per ottenere l’assegno per il concedo matrimoniale va presentata direttamente al datore di lavoro, entro i 60 giorni successivi alle nozze, allegando il certificato di matrimonio. Se, invece, si è disoccupati, la domanda va presentata direttamente all’Inps, entro un anno dalla data delle nozze, attraverso il servizio telematico dell’Ente previdenziale, attraverso il Contact Center dell’Inps (al numero 803.164 da rete fissa o al numero 06.164164 da rete mobile), oppure attraverso un patronato o un commercialista di fiducia.

Infine, se si è assunti, il pagamento dell’assegno avviene sempre attraverso il datore di lavoro, che anticipa quanto dovuto per conto dell’Inps. Mentre se si è disoccupati, l’assegno viene corrisposto direttamente dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

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