Mense scolastiche: sì al panino da casa dal Consiglio di Stato


Il Consiglio di Stato conferma il diritto di scelta per genitori e alunni di portare il pasto da casa
Mense scolastiche: sì al panino da casa dal Consiglio di Stato

Il “panino da casa”, ovvero la possibilità, per gli studenti, di portarsi il cibo da casa e non mangiare quello proposto in mensa dal ditta appaltatrice del servizio nelle mense scolastiche è un tema molto dibattuto negli ultimi anni. Adesso, dopo la famosa sentenza della Corte di Appello di Torino del 21 giugno 2016, è arrivata anche la decisione del Consiglio di Stato che conferma il diritto di scelta di genitori e alunni di portare il pasto da casa.

 

Il tema è stato sempre più dibattuto ultimamente tra i genitori di alunni della scuola materna ed elementare, soprattutto a fronte dei numerosi casi di cronaca di cibi avariati o di scarsa qualità distribuiti e di servizi discutibili e inefficienti da parte dei gestori del servizio mense scolastiche.

Di fronte alle richieste dei genitori del “panino da casa”, poi, si è registrata anche la ritrosia o la mancata capacità di gestire le richieste arrivate alla scuola da parte dei dirigenti scolastici, non lasciando altra scelta ai genitori se non quelle di portare a casa i propri figli durante l’orario dei pasti o di modificare l’orario scolastico settimanale.

 

Appare ovvio che ora, a fronte della nuova pronuncia del Consiglio di Stato, si dovrà rivedere la collaborazione tra genitori e scuola per garantire a chi lo richiedesse, il diritto del pasto da casa.

 

La pronuncia del Consiglio di Stato è arrivata dopo che il Comune di Benevento si era appellato contro la sentenza del TAR Campania n. 1566/2018 che aveva annullato le deliberazioni del Consiglio comunale e della Giunta nella parte in cui vietavano il consumo, da parte degli alunni, di pasti diversi da quelli forniti dal gestore della mensa scolastica. Ma anche il Consiglio di Stato ha respinto l’appello proposto dal Comune di Benevento, ribadendo quanto affermato due anni fa dalla Corte di Appello di Torino.

 

Secondo il Consiglio di Stato, il regolamento comunale impugnato “limita una naturale facoltà dell’individuo – afferente alla sua libertà personale – e, se minore, della famiglia mediante i genitori, vale a dire la scelta alimentare: scelta che – salvo non ricorrano dimostrate e proporzionali ragioni particolari di varia sicurezza o decoro – è per sua natura e in principio libera, e si esplica vuoi all’interno delle mura domestiche vuoi al loro esterno: in luoghi altrui, in luoghi aperti al pubblico, in luoghi pubblici”.

 

E adesso i dirigenti scolastici come potranno muoversi? Il Consiglio di Stato ha comunque affermato che spetta a loro “l’eventuale adozione di misure specifiche, da valutare caso per caso, necessarie ad assicurare, mediante accurato vaglio, la sicurezza generale degli alimenti”, ma di certo non potranno più rifiutare il “panino da casa”.

Articolo del:

I professionisti più vicini a te in Diritto dei consumatori