Oggetti monouso: al bando molti articoli in plastica


L'europa mette al bando la plastica monouso. Arrivati a un accordo provvisorio tra Parlamento europeo e Consiglio.
Oggetti monouso: al bando molti articoli in plastica

Molto probabilmente, anche quest’anno, durante le festività non ancora terminate, si saranno utilizzati piatti, bicchieri, posate e altri oggetti monouso. Per molti di loro, il 2018, potrebbe essere stato l’ultimo anno di vita.

 

Di fronte al continuo aumento di rifiuti di plastica riversati nei nostri mari (rappresentano circa l’80% dei rifiuti marini) e che finiscono nell'aria e nell'acqua sotto forma di microplastiche, la Commissione europea, a maggio 2018, ha proposto una nuova normativa per eliminare dal mercato i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d'Europa e gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati.

Studi, infatti, hanno provato che le microplastiche vengono inalate e finiscono nella catena alimentare ingerite dai pesci, dai volatili e dagli animali in generale che cuciniamo e che troviamo sulle nostre tavole.

 

A fine anno 2018 il Parlamento europeo (con 571 voti favorevoli, 53 contrari e 34 astensioni) ha dato il suo consenso alla normativa e anche il Consiglio ha dato il via libera con un accordo provvisorio raggiunto il 19 dicembre 2018. Ora, tale accordo deve essere formalmente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Dopodiché, la nuova direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e gli Stati membri saranno tenuti a recepirla entro i due anni.

Le norme dovrebbero essere applicate a partire dal 2021.

 

Le nuove regole sono mirate a regolamentare l’utilizzo degli oggetti in plastica in base alle loro caratteristiche. Infatti, saranno messi al bando i prodotti di plastica monouso che possono essere realizzati facilmente con soluzioni alternative biocompatibili, mentre si limiterà radicalmente l'utilizzo di quelli non realizzabili con materiali alternativi. Sono previsti maggiori adempimenti per i prodottoti che dovranno, da una parte, rispettare nuovi requisiti di progettazione ed etichettatura e, dall’altra, partecipare ai costi di gestione e di bonifica dei rifiuti. La sfida, per i produttori, sarà quella di realizzare prodotti sostenibili ponendosi in maniera competitiva sul mercato europeo e internazionale, ricercando un vantaggio tecnologico e un approvvigionamento di materiali di qualità ed ecologici.

 

Ecco le principali misure previste dalla nuova normativa:

  • il divieto di commercializzare determinati prodotti di plastica monouso se esistono soluzioni alternative per la loro realizzazione. Il divieto si applicherà a bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini, tutti prodotti che dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili. I contenitori per bevande in plastica monouso saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore;
  • riduzione del 25% del consumo di oggetti in plastica monouso entro il 2025 se non esistono soluzioni alternative per la loro realizzazione. In questo caso (come per esempio per i contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica) gli oggetti potranno essere sostituiti con prodotti alternativi oppure distribuiti a pagamento in modo da ridurne la richiesta.
  • i produttori avranno l’obbligo di coprire in parte i costi di gestione e di bonifica dei rifiuti dovuti alla realizzazione di contenitori per alimenti, pacchetti e involucri (ad esempio, per patatine e dolciumi), contenitori e tazze per bevande, prodotti del tabacco con filtro (come i mozziconi di sigaretta), salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero. Al contrario, sono previsti incentivi per chi sviluppa soluzioni alternative meno inquinanti
  • i produttori di attrezzi da pesca (i cui rifiuti marini rappresentano circa il 27% del totale) dovranno partecipare ai costi della raccolta quando questi articoli sono dismessi e conferiti agli impianti portuali di raccolta, nonché i costi del successivo trasporto e trattamento
  • le etichette di assorbenti igienici, alle salviette umidificate e ai palloncini dovranno contenere in maniera chiara e standardizzata la modalità di smaltimento, la quantità di plastica contenuta e il livello di dannosità per l’ambiente
  • raccolta di oggetti in plastica monouso: entro il 2025 gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande attraverso misure come quella, già presente in Europa, della cauzione-deposito;
  • gli Stati membri dovranno adottare misure di sensibilizzazione per informare i consumatori dell'incidenza negativa della dispersione nell'ambiente dei prodotti degli oggetti in plastica monouso e degli attrezzi da pesca in plastica,

 

In base ai calcoli della Commissione europea, la nuova direttiva dovrebbe apportare i seguenti benefici ambientali ed economici:

  • si eviterà l'emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente;
  • si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente a 22 miliardi di EUR entro il 2030;
  • si genereranno risparmi per i consumatori dell'ordine di 6,5 miliardi di EUR.

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