Osteoporosi: crollo di una o piu’ vertebre


Come sempre la prevenzione è la miglior cura, ma in alcuni casi può essere necessaria la vertebroplastica o la cifoplastica
Osteoporosi: crollo di una o piu’ vertebre

L’osteoporosi consiste in una progressiva riduzione del contenuto di calcio delle ossa. Private del loro minerale essenziale le ossa tendono ad assottigliarsi e divenire sempre piu’ fragili. Il rischio di rompersi e quindi di fratturarsi è molto elevato, anche per traumi molto lievi o per cadute apparentemente banali. Le ossa piu’ esposte sono le cosiddette ossa lunga, come il femore, per la gamba, o l’omero per le braccia. La frattura di un osso lungo causa un disagio indubbiamente notevole, ma mai come la frattura di una vertebra. Purtroppo, infatti, anche la colonna vertebrale è estremamente interessata dal processo osteoporotico, che può causare il crollo di una o piu’ vertebre. Il paziente in genere avverte un dolore improvviso, lancinante, in corrispondenza della colonna, resistente ai piu’ comuni farmaci antidolorifici e che impedisce qualsiasi tipo di movimento. Il dolore dura a lungo e in genere scompare una volta che la frattura si ripara spontaneamente. Purtroppo in alcuni casi la frattura della vertebra può causare dei danni alle strutture nervose, talvolta molto gravi.

L’osteoporosi può essere dovuta a alcune patologie metaboliche o endocrine, come il Morbo di Cushing. Piu’ frequentemente interessa le donne in menopausa. Il cambiamento ormonale che si ha con l’avvento della menopausa è responsabile di una progressiva rarefazione del tessuto osseo, il che rende l’osteoporosi un reperto clinico molto comune al di sopra dei sessant’anni.

L’esame per evidenziare un quadro di osteoporosi è la MOC, che studia la densità ossea. In genere è il Medico di famiglia a prescriverla, quando sospetta che il paziente possa correre il rischio di andare incontro a fratture ossee. Una volta accertata la presenza di osteoporosi, vengono prescritti degli integratori di calcio e di vitamina D, che contrastano la progressione della malattia.

Tuttavia se l’osteoporosi ha già causato dei danni rilevanti, come una frattura delle vertebre, è necessario ricorrere alla visita di uno specialista, come un ortopedico o un medico specialista nella Terapia del Dolore. Una semplice lastra della colonna potrà evidenziare la presenza o meno di una frattura. Nel caso questa sia presente, un esame clinico accurato potrà indicare l’opportuno percorso terapeutico.

Bisogna in primo luogo escludere dei danni in atto, o potenziali, a carico del midollo spinale. Quindi verrà impostata un’adeguata terapia analgesica, supportata dall’utilizzo di un busto in grado di sostenere la colonna vertebrale. Se ciò non fosse sufficiente, si può ricorrere a dei trattamenti invasivi, quali la vertebroplastica o la cifoplastica. Questi consistono nell’immettere all’interno della vertebra, attraverso un ago e sotto guida radiologica, delle sostanze cementanti in grado di riparare la vertebra, o le vertebre, interessate. La procedura avviene in regime di Day Hospital e ha un impatto minimo sul paziente.

Il risultato è spesso eccezionale, perché’ il dolore tende a sparire praticamente subito. Tuttavia la procedura non è priva di rischi, alcuni molto rilevanti, ed è fondamentale rivolgersi allo specialista con maggiore esperienza. Quest’ultimo dovrà stabilire se la procedura di vertebroplastica sia indicata o meno. Infatti se è passato molto tempo dalla frattura, spesso la vertebroplastica è controindicata perché’ l’osso si è già consolidato. In questi casi l’unica strada da percorrere è trattare il dolore con una terapia farmacologica appropriata e prevenire l’ulteriore insorgenza di altre fratture con una terapia a base di integratori.

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