Pensione di inabilità: cos’è e a chi spetta


E’ una prestazione economica destinata ai lavoratori che a causa di danni fisici o mentali risultano invalidi al 100%
Pensione di inabilità: cos’è e a chi spetta

La pensione di inabilità è una prestazione economica erogata dall’Inps, su espressa domanda dell’interessato, ai lavoratori che, a causa di un danno fisico o mentale, riportano un’invalidità permanente del 100% e pertanto non sono più in grado di compiere alcun tipo di attività lavorativa.
A differenza della pensione di inabilità per gli invalidi civili, la pensione di inabilità può essere erogata soltanto se chi presenta la domanda abbia versato un certo numero di contributi.
Possono, quindi, presentare la domanda i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi e gli iscritti ai fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’Assicurazione Generale Obbligatoria.

I requisiti per poter presentare la domanda di ottenimento della pensione di disabilità sono:
- avere un’invalidità accertata del 100% a causa di un difetto fisico o mentale- aver versato almeno 5 anni di contributi di cui tre negli ultimi cinque anni
- non prestare alcuna attività lavorativa
- essere cancellati dagli elenchi di categoria dei lavoratori
- essere cancellati dagli albi professionali
- rinunciare ai trattamenti a carico dell'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e ad ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione

L’importo della pensione varia a seconda dell’età e dei contributi versati. Nello specifico, vengono fittiziamente aggiunti ai contributi effettivamente versati quelli mancanti che si sarebbero potuti versate fino al compimento dei 60 anni di età (sia per gli uomini che per le donne) e in ogni caso con un massimo di 40 anni di contributi. Ad esempio, se un uomo ha 50 anni di età e 10 anni di contributi effettivamente versati, gli verranno attribuiti altri 10 anni di contributi per raggiungere la soglia dei 60 anni e la sua pensione sarà calcolata sui 20 anni di contribuzione totale. Invece, se lo stesso uomo di 50 anni avesse versato 35 anni di contributi, gliene sarebbero stati attribuiti altri cinque anni per raggiungere la soglia massima dei 40 anni di contributi senza raggiungere i 60 anni di età. In questo caso, la pensione sarebbe stata calcolata sui 40 anni di contribuzione.

Accanto alla pensione di inabilità si può richiedere anche l’assegno di assistenza che oggi è pari a 6.400 euro all’anno spalmati in dodici mensilità. Per ottenere l’ulteriore assegno di assistenza occorre provare di non essere in grado di muoversi senza l’aiuto di un accompagnatore e di non essere in grado di svolgere gli atti quotidiani.

Non si ha diritto, però, all’assegno se:
- si è ricoverati in un istituto di cura o di assistenza a carico della pubblica amministrazione
- si percepisce un assegno mensile dovuto dall'INAIL agli invalidi a titolo di assistenza personale continuativa

Viene erogato in misura ridotta, invece, se si beneficia di un’analoga prestazione erogata da altre forme di previdenziali obbligatorie e di assistenza sociale.

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