Resto al Sud anche agli under 46 e ai professionisti, ora è attivo


Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per chi avvia un’attività imprenditoriale o professionale nel Mezzogiorno e nel centro Italia
Resto al Sud anche agli under 46 e ai professionisti, ora è attivo


Dopo mesi di attesa è approdato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che estende anche ai professionisti e agli under 46 le agevolazioni previste dal bando “Resto al Sud”.

La misura, inizialmente prevista per le sole attività imprenditoriali di giovani under 35, è stata ampliata coinvolgendo anche le regioni del centro Italia colpite dal sisma.
Dal 9 dicembre scorso, dunque, possono partecipare al bando “Resto al Sud” anche i professionisti e gli under 46.

 

 

 

 

Cos’è “Resto al Sud”

“Resto al Sud” è una misura introdotta nel 2017 con il Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno) e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.141 del 20 giugno 2017 per favorire l’autoimprenditorialità e, dunque, la crescita economica nelle regioni del Mezzogiorno. Lo scopo dell’agevolazione, disciplinata operativamente dal DM 174/2017, è quello di sviluppare il tessuto economico e imprenditoriale delle cosiddette “Zes” (zone economiche speciali) e di ridurre l’emigrazione dal Mezzogiorno. Il risultato perseguito è quello di favorire lo sviluppo di attività in proprio e ridurre la disoccupazione nei settori della produzione di beni negli ambiti dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria o nell’ambito della fornitura di servizi.

Successivamente, con la Legge di Bilancio 2019 (Legge n.145 del 2018), il beneficio è stato esteso anche a chi vuole intraprendere un’attività da libero professionista (e non solo imprenditoriale) e agli under 46 (quindi, per coloro che hanno al massimo 45 anni).

Il 23 novembre scorso è finalmente stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 134/019 che estende i finanziamenti di "Resto al Sud" agli under 46 e ai professionisti prevedendo uno stanziamento totale di 1.250 milioni di euro. Nel decreto si definisce l’attività libero-professionale come quella svolta da “soggetti iscritti in ordini o collegi professionali nonché dagli esercenti le professioni non organizzate in ordini o collegi disciplinate dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4”.

Il mese prima, il 24 ottobre 2019, inoltre, era stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto (Decreto Sisma) che estende l’agevolazione di "Resto al Sud" anche ai Comuni del centro Italia colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017, ubicati nelle regioni Lazio, Marche e Umbria.

 

 

 

Requisiti di accesso

Come detto, la Legge di Bilancio 2019 ha esteso il beneficio anche ai professionisti e agli under 46.

Per poter beneficiare dell’agevolazione, però, occorre rispettare alcuni specifici requisiti richiesti dal bando “Resto al Sud”, ovvero:

1.    Avere un’età compresa tra i 18 ed i 45 anni (compresi);

2.    Essere residenti nelle regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o in quelle definite “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna) al momento della presentazione della domanda per l’ottenimento dei benefici o vi trasferiscano la residenza entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’accettazione della domanda;

3.    Essere residenti nelle regioni del centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017 (Lazio, Marche e Umbria);

4.    Non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento;

5.    Non essere già titolari di altra attività di impresa in esercizio;

6.    (Per i liberi professionisti) non risultare titolari di partita IVA nei 12 mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui si chiedono le agevolazioni.

Le domande possono essere presentate da:

a) un’impresa individuale con residenza in una delle regioni del Mezzogiorno citate e costituita dopo il 21 giugno 2017;

b) una società, anche cooperativa, con sede legale e operativa in una delle regioni del Mezzogiorno citate e costituita dopo il 21 giugno 2017;

c) team di persone costituiti entro 60 giorni (o 120 giorni se residenti all’estero) dopo l’accettazione della domanda al bando.

 

 

Attività ammesse al beneficio

“Resto al Sud” è finalizzata a supportate le iniziative imprenditoriali e professionali degli under 46 del Mezzogiorno (e del centro Italia colpito dal sisma) in modo da favorire l’autoimprenditorialità in ambiti produttivi specifici. Le attività ammesse al beneficio sono:

•    Produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;

•    Fornitura di servizi alle imprese e alle persone;

•    Turismo.

Non sono, viceversa, ammesse le attività agricole e il commercio.

 


 
Spese ammissibili

Come pubblicato sul sito di Invitalia, che gestisce il bando, “Sono ammissibili le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività”.

 


Cosa prevede il beneficio?

“Resto al Sud” prevede l’erogazione di un finanziamento che copre il 100% delle spese ammissibili attraverso due tipologie di erogazione: vi è, infatti, una quota di contributo a fondo perduto e un’altra quota di finanziamento garantito. Nello specifico, l’agevolazione consiste in:

•    Un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo;

•    Un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

 

 

Come presentare le domande

“Resto al sud” è una misura a sportello e ciò significa che i finanziamenti vengono erogati in base all’ordine cronologico di arrivo delle domande fino all’esaurimento delle risorse stanziate per la misura.

Lo stanziamento totale per la misura è pari a 1.250 milioni di euro.

Le domande possono essere inviate ad Invitalia esclusivamente online, attraverso l’apposita piattaforma web.

I richiedenti devono inviare i progetti imprenditoriali che saranno vagliati in ordine cronologico di arrivo e il giudizio sulla loro accettazione arriva mediamente entro due mesi, salvo richieste di documentazione integrativa.

I finanziamenti vengono erogati fino all’esaurimento delle risorse stanziate per la misura “Resto al Sud”.

Dunque, per non perdere un’ottima possibilità di lavoro, per presentare correttamente la domanda e per conoscere quali siano le spese agevolabili, è consigliabile affidarsi a un commercialista esperto.

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