Resto al Sud: esteso anche agli under 46 e ai professionisti


Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per chi avvia un’attività imprenditoriale nelle regioni del Mezzogiorno.
Resto al Sud: esteso anche agli under 46 e ai professionisti

“Resto al Sud” è una delle misure introdotte nel 2017 con il Decreto Legge 91/2017 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno) per favorire appunto la crescita economica nel Mezzogiorno e per favorire l’autoimprenditorialità nelle zone.

 

La Legge di Bilancio 2019 ha apportato delle modifiche ampliando la platea dei beneficiari.
Infatti, a partire dal 1° gennaio 2019 possono usufruire dell’agevolazione gli under 46 (e non solo gli under 35 come in precedenza) e coloro che intendono aprire una partita Iva per avviare una carriera da professionista.

Requisito indispensabile è la residenza nelle cosiddette Zes (zone economiche speciali) che sono le regioni del Mezzogiorno.

 

Requisiti per accedere al beneficio

Con l’introduzione delle novità della Legge di Bilancio 2019, ecco i requisiti necessari per usufruire delle agevolazioni:
1.    Avere un’età compresa tra i 18 ed i 45 anni (compresi)
2.    essere residenti nelle regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o in quelle definite “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna) al momento della presentazione della domanda per l’ottenimento dei benefici o vi trasferiscano la residenza entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’accettazione della domanda
3.    non avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento
4.    non essere già titolari di altra attività di impresa in esercizio
5.    (per i liberi professionisti) non risultare titolari di partita IVA nei 12 mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui si chiedono le agevolazioni


Attività imprenditoriali ammesse al beneficio

La misura è mirata a supportate le iniziative dei giovani del Mezzogiorno che non dispongono di mezzi propri per avviare un’attività in proprio in ambiti produttivi specifici. Le attività ammesse al beneficio sono le seguenti:
•    produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
•    fornitura di servizi alle imprese e alle persone
•    turismo
Non sono, al contrario, ammesse le attività agricole e il commercio.

 
Spese ammissibili

Come specificato sul sito di Invitalia "sono ammissibili le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività".


Cosa prevede il beneficio?

Resto al Sud” prevede l’erogazione di una quota di finanziamento bancario agevolato e una quota di contributo a fondo perduto. Lo stanziamento totale per la misura è pari a 1.250 milioni di euro.
Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili e consiste, nello specifico, in:
•    contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo
•    finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi

Resto al sud è un incentivo a sportello. Ciò significa che i finanziamenti vengono erogati in base all’ordine cronologico di arrivo fino all’esaurimento delle risorse stanziate per la misura.


Dunque, per non perdere un’ottima possibilità di lavoro, per presentare correttamente la domanda e per conoscere quali siano le spese agevolabili, è consigliabile affidarsi a un commercialista esperto.
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