Riclassificazione dei rifiuti aziendali


Le imprese devono mettersi in regola in base a quanto stabilito dall’Ue sui nuovi criteri in vigore di classificazione dei rifiuti industriali
Riclassificazione dei rifiuti aziendali

Sono entrate in vigore le nuove norme dettate dall’Ue attraverso il Regolamento n. 1357/2014 del 18 dicembre 2014 e la Decisione 2014/955/UE, sempre del 18 dicembre 2014, sulle modalità di classificazione dei rifiuti.Nello specifico, la decisione 2014/955/UE modifica quella precedente 2000/532/CE, mentre il Regolamento n. 1357/2014 modifica l’allegato III della direttiva 2008/98/CE con il risultato di fornire come punto di riferimento il regolamento CLP (Classification, Labelling, Packagning) n. 1272/2008 sui limiti di classificazione dei rifiuti. In sostanza, si tratta di un deciso mutamento dei criteri di classificazione e di gestione dei rifiuti aziendali a cui le imprese devono adeguarsi, dato che le nuove norme sono in vigore dal primo giugno di quest’anno. Per farlo, non è così semplice, perché occorre conoscere a fondo la materia e compiere analisi specifiche, così come ha confermato Elisabetta Nocera, funzionario area Ambiente di Confindustria Cuneo durante un convegno sulla nuova classificazione dei rifiuti tenutosi il 4 giugno scorso in Confindustria Cuneo. "Lo scenario è complesso soprattutto per le pmi", ha affermato Elisabetta Nocera. "Bisogna avere competenze specifiche per valutare cosa prevede la normativa e non sono previsti periodi transitori. Le imprese dovranno anche sostenere dei costi per adempiere alla normativa: bisognerà rivalutare i rifiuti prodotti e riclassificarli. Per certi rifiuti, in particolare, saranno necessarie delle prove per determinare le sostanze in essi contenuti e procedere così alla loro classificazione". La necessità di competenze tecniche per mettersi efficacemente in regola con le nuove norme è stata rimarcata anche da Roberto Devalle, responsabile laboratorio Mondeco srl, che ha commentato: "Attribuire un codice ad un rifiuto significa prendere una decisione tecnica, interdisciplinare e giuridica con una complessità applicativa enorme. Le piccole aziende dovranno appoggiarsi ad una serie di professionisti che possano aiutarle". Ma cosa prevedono, in linea di massima, le nuove regole sulla gestione dei rifiuti?Prevedono una nuova riclassificazione dei rifiuti (in particolare tramite i cosiddetti codici CER a specchio), divisi tra pericolosi e non pericolosi, che comporta di conseguenza una diversa gestione dei rifiuti stessi a seconda che siano definiti pericolosi o meno in base ai nuovi criteri. Generalizzando, le imprese dovranno provvedere a verificare la pericolosità o meno dei rifiuti in base ai nuovi limiti di concentrazione di sostanze tossiche e introdurre i nuovi criteri e i nuovi codici di indicazioni di pericolo (in sostituzione delle diciture utilizzate finora).

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