Riforma degli appalti


Dopo l’entrata in vigore della legge delega, si avvicina il nuovo Codice Appalti
Riforma degli appalti

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge delega (Legge 11/20126) per la Riforma del Codice Appalti dando tempo al Governo Renzi fino al 18 aprile prossimo per varare il nuovo Decreto Legislativo che conterrà le nuove regole in materia di appalti. Ne nascerà il nuovo Codice Appalti che recepisce le direttive europee in tema di appalti pubblici, di contratti di concessione e di settori speciali (Direttive europee 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE).

Alcune novità, però, saranno introdotte da subito, dopo l’entrata in vigore della Legge 11/20126 prevista per il 13 febbraio prossimo. Riguardano l’eliminazione della garanzia globale di esecuzione e dello svincolo automatico della cauzione. La garanzia globale di esecuzione, o performance bond, è un istituto molto diffuso negli Stati Uniti e meno in Europa che prevede una garanzia, in genere rilasciata da una banca, in favore del committente nel caso di inadempimento o fallimento dell’appaltatore.
La razio di tale istituto è quella di garantire all’appaltante la conclusione dei lavori edili ed esorcizzare la sospensione dei lavori in caso di fallimento o inadempimento dell’appaltatore. Tale garanzia è obbligatoria per gli appalti integrati di importo superiore ai 75 milioni di euro e per le opere affidate a general contractor mentre è facoltativa per i soli lavori di esecuzione oltre i 100 milioni di euro.

Dal 13 febbraio, tale istituto è inapplicabile, così come lo svincolo automatico della garanzia fideiussoria. Le altre novità arriveranno con il nuovo Codice Appalti. Tra queste, una delle più importanti è l’arrivo dei prezzi standard anche nel settore degli appalti pubblici che saranno aggiornati di anno in anno. L’adozione di tali nuovi parametri ha l’obiettivo di monitorare e vigilare sui costi sostenuti e dichiarati per lo svolgimento delle opere edilizie.
L’utilizzo dei prezzi standard dovrebbe esorcizzare il fenomeno dei "prezzi gonfiati".
Conseguenza diretta dell’introduzione dei nuovi indicatori di costo è l’eliminazione del "massimo ribasso", che consentiva ai partecipanti di una gara di vedersela aggiudicare proponendo costi inferiori rispetto ai competitors. Costi che poi, in corso d’opera, erano destinati a salire o si ripercuotevano sulla qualità dei prodotti utilizzati.

Gli appalti saranno aggiudicati quindi in base all’offerta economicamente più vantaggiosa e i diversi progetti di ingegneri e architetti dovranno essere pubblicati online per garantire la trasparenza delle offerte.

Altro importante elemento di novità è il rafforzamento dei poteri di vigilanza dell’Autorità anti-corruzione. I controlli potranno essere intensificati sia in fase di aggiudicazione degli appalti, così come durante lo svolgimento dell’esecuzione delle opere edili e l’Autorità avrà il potere di intervenire nel caso lo ritenesse necessario a causa di gestioni "poco trasparenti" dei lavori.

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