Ristrutturazione delle sale cinematografiche


Stanziati 120 milioni spalmati in cinque anni a fondo perduto per chi apre o ristruttura nuove sale cinematografiche
Ristrutturazione delle sale cinematografiche

Con l’approvazione della nuova Legge Cinema e audiovisivo (Legge 14 novembre 2016, n. 220 "Disciplina del cinema e dell'audiovisivo") entreranno in vigore il prossimo 11 settembre anche le misure che riguardano la ristrutturazione o l’apertura di nuove sale cinematografiche. La misura, certo, ha lo scopo di riqualificare il patrimonio culturale del nostro Paese, ma anche quello di rilanciare e potenziare il circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali che ha subito una battuta di arresto a fronte di nuovi canali digitali di visione.

Proprio per questo, la legge ha previsto un Fondo con uno stanziamento di ben 120 milioni di euro di contributi a fondo perduto, in conto interessi sui mutui o in locazioni finanziarie spalmati in cinque anni. La dotazione sarà di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, di 20 milioni di euro per l'anno 2020 e di 10 milioni di euro per l'anno 2021.

I fondi saranno destinati a soggetti pubblici e privati che aprono nuove sale o ristrutturano quelle dismesse, con lo scopo di favorire lo sviluppo e la diffusione delle sale cinematografiche su tutto il territorio italiano, in particolar modo nei centri storici e nei Comuni con meno di 15.000 abitanti.
Nello specifico, la legge prevede l’accesso al Fondo finalizzato:
a) alla riattivazione di sale cinematografi che chiuse o dismesse, con particolare riguardo alle sale cinematografi che presenti nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti e con priorità per le sale dichiarate di interesse culturale ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
b) alla realizzazione di nuove sale, anche mediante acquisto di locali per l’esercizio cinematografi co e per i servizi connessi;
c) alla trasformazione delle sale o multisale esistenti in ambito cittadino finalizzata all’aumento del numero degli schermi;
d) alla ristrutturazione e all’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale; all’installazione, alla ristrutturazione, al rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi complementari alle sale.

Per quanto riguarda le modalità operative in merito alla definizione dei beneficiari, i limiti massimi di aiuto e altre condizioni per l’accesso al fondo occorrerà aspettare un apposito decreto attuativo delPresidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della nuova Legge cinema.

Intanto, però, sono già chiari alcuni presupposti di priorità.
Nell’articolo 28, comma 3, della Legge 14 novembre 2016, n. 220 si legge che sia avrà "la priorità nella concessione del contributo alle sale che, oltre alla fruizione cinematografica e audiovisiva, garantiscano, anche con il coinvolgimento degli enti locali, la fruizione di altri eventi culturali, creativi, multimediali e formativi in grado di contribuire alla sostenibilità economica della struttura ovvero alla valenza sociale e culturale dell’area di insediamento. Il decreto di cui al comma 2 riconosce altresì particolari condizioni agevolative nella concessione del contributo alle sale presenti nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti".

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