“Sanzioni a scaglioni” per il lavoro nero


Nuove regole introdotte dal Jobs Act su sanzioni, reintroduzione delle diffide e revoche delle sospensioni dell’attività imprenditoriale
“Sanzioni a scaglioni” per il lavoro nero

Con la recente approvazione di altri quattro decreti attuativi della Legge delega Jobs Act, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alle nuove norme che regolano le sanzioni per gli imprenditori o liberi professionisti che assoldano lavoratori in nero.

La disciplina attuale si discosta da quella precedente su più punti. Innanzitutto, la "maxi sanzione" per il lavoro irregolare è stata sostituita con le "sanzioni a scaglioni"; è stata reintrodotta la procedura della diffida che consente all’imprenditore di pagare le sanzioni di ammontare risotto a patto che si verifichino alcune condizioni; è stata all’imprenditore la possibilità di evitare la sospensione dell’attività di impresa, sempre a patto di alcune condizioni; infine, sono previste nuove sanzioni in merito alle irregolarità inerenti l’orario di lavoro.

Partendo con le "sanzioni a scaglioni", il Governo ha sostituito quella che era stata definita la maxi sanzione con un sistema sanzionatorio che prevede il calcolo dell’ammontare della sanzione stessa in base alla durata dell’infrazione commessa. Nello specifico, la sanzione è pari a:
- da 1.500 euro a 9 mila euro per ciascun lavoratore che è stato inserito irregolarmente e che ha lavorato per un periodo effettivo fino a 30 giorni
- da 3 mila euro a 18 mila euro per ciascun lavoratore che è stato inserito irregolarmente e che ha lavorato per un periodo effettivo compreso tra i 31 e i 60 giorni
- da 6 mila euro a 36 mila euro per ciascun lavoratore che è stato inserito irregolarmente e che ha lavorato per un periodo effettivo superiore ai 61 giorni

La diffida, invece, consente all’imprenditore di pagare una sanzione in misura ridotta a patto, però, che si verifichino le seguenti condizioni:
- il lavoratore irregolare deve ancora prestare la sua attività all’interno dell’azienda nel momento in cui viene accertata la violazione
- il datore di lavoro deve assumere il lavoratore irregolare con uno dei seguenti contratti:
· a tempo indeterminato full-time
· a tempo indeterminato part-time (l’orario di lavoro non può essere inferiore al 50% dell’orario previsto per il full-time)
· a tempo determinato con un contratto della durata minima di tre mesi
- il lavoratore assunto deve lavorare per lo stesso datore di lavoro per almeno tre mesi
La prova dell’assunzione del lavoratore irregolare e il pagamento di quanto dovuto a titolo di sanzione e contributi deve avvenire entro 120 giorni dalla notifica dell’accertamento della violazione. Infine, le sanzioni sono aumentate del 20% in caso di lavoratori irregolari stranieri o minorenni non ancora in età lavorativa.

Per quanto riguarda la revoca della sospensione dell'attività imprenditoriale, l’imprenditore può evitare l’interruzione dell’attività pagando il 25% di quanto dovuto prima della richiesta di revoca della sospensione e il restante ammontare entro sei mesi dalla richiesta di revoca aumentato del 5%.

Infine, le sanzioni inerenti all’orario di lavoro sono state riportare a come erano nelle disposizioni precedenti. In particolare, sono previste sanzioni pari a:
- da 100 a 750 euro se la violazione ha riguardato fino a 5 lavoratori o meno di 3 periodi di riferimento
- da 400 a 1.500 se la violazione ha riguardato da 6 a 10 lavoratori o almeno 3 periodi di riferimento
- da 1.000 a 5.000 euro se la violazione ha riguardato più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno 5 periodi di riferimento.

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