Scuola, 150 mila precari assunti nel 2015


La Riforma della scuola voluta da Renzi promette anche la stabilizzazione del precariato e gli scatti di carriera e di stipendio in base al merito
Scuola, 150 mila precari assunti nel 2015

Sono molti i punti e le linee guida di cui si comporrà la Riforma della Scuola presentata oggi dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e proposta dal ministro dell`Istruzione Stefania Giannini. Molte le novità sul fronte degli insegnanti: dall`assunzione di 150 mila precari nel 2015, agli scatti di stipendio ottenuti per merito e non per anzianità, all’assunzione in ruolo esclusivamente tramite concorso e al nuovo sistema di mobilità. Sul fronte della formazione è previsto un potenziamento delle ore di inglese, storia dell’arte, musica e ginnastica, un raccordo scuola-lavoro tramite un sistema di stage e una maggiore digitalizzazione e presenza di laboratori e attività creative anche con l'ausilio di privati attraverso pratiche di crowdfunding.

Partiamo con le novità che interessano più direttamente le tasche del corpo docente.
Riduzione del precariato: con la nuova riforma si intende investire subito tre miliardi di euro per stabilizzare 150 mila insegnanti nel 2015, di cui 80 mila circa da inserire nelle scuole dell’Infanzia e nelle scuole primarie, circa 20 mila insegnanti occuperanno le cattedre attualmente vacanti e i restanti precari saranno stabilizzati come "sostituti" dei colleghi in caso di necessità, come, ad esempio, le assenze per malattie o maternità.
Ruolo tramite concorso: a partire dal 2015 le assunzioni degli insegnanti avverranno esclusivamente tramite concorsi pubblici che si terranno ogni tre anni in modo da creare un regolare turn over tra i nuovi assunti e il corpo docente in età pensionabile. Ciò significa che entro il 2018, sarà assunto nuovo personale docente: si parla di circa altri 40 mila maestri.
Scatti di carriera e stipendio: saranno eliminati gli scatti di carriera e di stipendio in base all’anzianità, mentre saranno introdotti quelli in base al merito. Nella pratica, significa che gli avanzamenti di ruolo e di busta paga avverranno tramite il conseguimento di crediti formativi, didattici e professionali, oltre che attraverso le attività aggiuntive oltre l’orario. Ad oggi, lo stipendio base di un insegnante ad inizio carriera è di circa 32 mila euro annui per raggiungere la cifra di 54 mila euro annui una volta arrivati alla pensione (all’interno di tale range le cifre possono variare in base alla destinazione di insegnamento tra la scuola materna, primaria o secondaria). Si calcola, comunque, che un’insegnante possa riuscire a guadagnare di più rispetto al meccanismo attuale di retribuzione se dimostra capacità e impegno. Non tutti, però, otterranno gli scatti per merito. Saranno appannaggio dei due terzi di tutto il corpo docente di ogni scuola o dei plessi appartenenti a un unico istituto scolastico.
Trasparenza e mobilità: a partire dal 2015, ogni scuola dovrà esibire una sorta di "carta di identità", nella quale saranno pubblicati i dati sulla valutazione della scuola e del corpo docente ottenuta tramite i corsi formativi, iniziative e progetti attuati. Ciò servirà agli studenti per poter scegliere meglio la scuola e agli insegnanti per poter valutare eventuali richieste di mobilità. Il Governo punta, nel lungo medio-lungo periodo, a raggiungere un livello alto di qualità formativa in tutte le scuole. Ciò sarebbe possibile tramite la mobilità degli insegnanti: un maestro, infatti, potrebbe decidere di inserirsi in un istituto con una bassa valutazione perché sarebbe relativamente più facile per lui ottenere lo scatto di carriera per merito (dato che quest’ultimo viene assegnato ai 2/3 dei tutti gli insegnanti). Contemporaneamente, impegnandosi, l’insegnante contribuirebbe al miglioramento didattico della scuola innescando un circolo virtuoso creato da formazione, trasparenza e mobilità.

Sul fronte dei contenuti del Decreto che dovrà rivoluzionare la scuola in un anno, per usare le parole pronunciate dal premier Renzi, il Governo ha intenzione di aprire un tavolo con tutti i protagonisti della scuola (istituzioni, docenti, studenti, associazioni di settore...) per sviluppare idee e riforme sui programmi. La consultazione avverrà a partire dal 15 settembre fino al 15 novembre, modalità questa già utilizzata per preparare altre Riforme annunciate dall'Esecutivo.

Intanto le altre novità sono:
Materie da potenziare: innanzitutto sarà inserita la lingua inglese a partire dalle elementari. Inoltre, a partire dalla seconda e fino alla quinta della scuola primaria sarà introdotta un’ora di educazione fisica a settimana. In quarta e in quinta, sempre alle elementari, si studierà musica per due ore alla settimana. Saranno potenziati gli insegnamenti di storia dell’arte e di disegno nei bienni dei licei e degli istituti turistici. In programma, anche lo studio di una materia nelle scuole superiori da effettuarsi esclusivamente in lingua inglese.
Raccordo scuola-lavoro: sono previsti stage presso le aziende e il potenziamento di accordi con le associazioni professionali, aziendali e la pubblica amministrazione, incubatori, centri di ricerca. Per il 2014 sono stati stanziati 11 milioni di euro, che saliranno a ben 100 milioni per gli anni prossimi.

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