Semplificazione…ma dal commercialista!


Nonostante i 730 precompilati o l’utilizzo dell’home banking, il ricorso al commercialista è più che necessario
Semplificazione…ma dal commercialista!

Semplificazione e digitalizzazione sembrano essere diventate le parole d’ordine nel rapporto tra il contribuente e il Fisco. E in mezzo, a fare da intermediario, c’è il commercialista che non ha perso la sua funzione centrale nonostante le nuove modalità e i nuovi canali di tale rapporto.

E non solo perché il commercialista è colui che consente di districarsi dalla matassa di regole, norme e deroghe spesso incomprensibili ai non addetti ai lavori, di evitare di commettere errori per i quali poi si andrebbero a pagare more e multe e di ottenere consigli e soluzioni alternative in base alle proprie esigenze private o imprenditoriali. Ma è soprattutto colui ci assiste nel rapporto con il Fisco...nonostante la semplificazione!

Un chiaro esempio è stato il 730 precompilato. Chi si aspettava di vedersi inviare una dichiarazione completa e pronta si è dovuto ricredere poiché molti campi (i principali riguardano le spese mediche, le spese per l’istruzione, per le attività sportive, ecc...) non erano compilati. Dunque, il cittadino avrebbe dovuto integrare da solo il modello incompleto. Ecco, quindi, che il ricorso a un commercialista è stato necessario. Per molti sarà così anche l’anno prossimo, anche se il 730 precompilato dovrebbe indicare anche le spese mediche.

Un altro esempio è rappresentato dal pagamento degli F24 esclusivamente tramite home banking per gli importi superiori ai 1000 euro o se è necessario effettuare una compensazione, seppure minima. Ora, non tutti possono avere a disposizione il servizio dell’home banking. Ed ecco allora che, ancora una volta, il ricorso dal commercialista diventa un passaggio obbligato, e non solo per un arrivare a un corretto calcolo.

Il punto è proprio questo: semplificazione e digitalizzazione non devono tradursi necessariamente nel fai da te contabile, piuttosto in un nuova collaborazione tra professionista e contribuente.Ciò è ancora più vero nei casi di fiscalità incomprensibile o in continuo mutamento.

Basti pensare al debutto della Tasi nel 2014. Le delibere arrivate in ritardo, o di difficile interpretazione e comprensione da parte del cittadino potevano facilmente condurre in errori.Ma anche quest’anno, che la Tasi è entrata a regime, può nascondere delle insidie per chi si affida al fai da te nel calcolo della tassa. E’ necessario conoscere se ci siano, ad esempio, state delle modifiche nelle aliquote e, in caso affermativo, capire di quanto. Stesso discorso va fatto per l’Imu.

Anche la Tari potrebbe rappresentare un altro elemento per il quale potrebbe essere utile l’assistenza del commercialista. Se è vero che il Comune dovrebbe inviare a casa del contribuente il bollettino precompilato, è anche vero che non tutti l’hanno ricevuto. Ecco, ancora una volta, come l’aiuto di un valido commercialista sia necessario per regolarizzare la propria posizione.

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