Studi di settore: correttivi anti-crisi per il 2015


Anche per il 2015 il Ministero della Economia e delle Finanze ha dato parere favorevole all’applicazione dei correttivi anti-crisi per gli studi di settore
Studi di settore: correttivi anti-crisi per il 2015

Come già noto, anche per il 2015 il Ministero della Economia e delle Finanze ha dato parere favorevole all’applicazione dei correttivi anti-crisi per gli studi di settore che sono stati poi approvati con l’apposito DM 12.5.2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 133 del 16.5.2016.
Quest’anno, però, c’è una novità in più perché i correttivi sono stati estesi anche agli indicatori di coerenza.
Dunque, i correttivi che possono essere applicati per il 2015 sono classificati nelle seguenti 5 tipologie:
• correttivi relativi all’analisi di coerenza economica;
• correttivi relativi all’analisi di normalità economica riguardanti l’indicatore "Durata delle scorte";
• correttivi congiunturali di settore;
• correttivi congiunturali territoriali;
• correttivi congiunturali individuali.

I correttivi relativi all’analisi di coerenza economica sono quelli che si riferiscono ai valori che il sistema Gerico indica come coerenti nello svolgimento di una attività economica. Nello specifico, Gerico fornisce, per ciascuno studio di settore, un valore massimo e uno minimo che rappresentano un intervallo di coerenza. Se l’attività di impresa o professionale dichiara un valore posizionato all’interno di tale intervallo, allora si ha coerenza. I correttivi anti crisi relativi all’analisi di coerenza economica sono proprio riferibili a tale ambito.

I correttivi relativi all’analisi di normalità economica riguardanti l’indicatore "Durata delle scorte" si applicano se, per il 2015, si verificano contemporaneamente una: • coerenza delle esistenze iniziali; • coerenza rispetto agli indicatori di normalità economica relativi al valore dei beni strumentali. • riduzione dell’efficienza produttiva rispetto a quella storica di riferimento

I correttivi congiunturali di settore sono stati elaborati tenendo conto della generale contrazione economica e interessano i totali 2014 studi di settore. In particolare, in base a quanto pubblicato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 24/E "sono state esaminate le riduzioni delle tariffe per i 12 studi di settore relativi alle attività professionali che applicano funzioni di compenso basate sul numero degli incarichi e la contrazione dei margini e della redditività per 193 studi di settore".

I correttivi congiunturali territoriali sono ben illustrati nella citata circolare in cui si afferma come "per i 193 studi di settore individuati (...), il correttivo congiunturale territoriale tiene conto della riduzione dei margini e della redditività e del minor grado di utilizzo degli impianti e dei macchinari, collegati alla situazione di crisi economica specifica del territorio".

Infine, i correttivi congiunturali individuali hanno lo scopo di dare maggiore rilevanza al correttivo congiunturale individuale rispetto a quello di settore attraverso la di stima sull’efficienza produttiva basata sul suo andamento l’andamento nel 2015 e confrontato con uno degli anni del triennio precedente. I correttivi congiunturali individuali si applicano ai 193 studi mentre non si applicano ai 12 studi di settore relativi ad attività professionali.

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