Voucher e appalti: ora cosa succede?


Ecco gli effetti del dopo-abrogazione dei voucher e del ritorno alla responsabilità solidale negli appalti
Voucher e appalti: ora cosa succede?

Come è ormai noto, con il Consiglio dei Ministri del 17 marzo scorso, il Governo ha abrogato il sistema del lavoro accessorio (cioè i voucher lavoro) e ha ripristinato la responsabilità solidale del committente con l’appaltatore negli appalti in modo da scongiurare il referendum che era stato indetto per il prossimo 28 maggio. Ora, dunque, con il decreto legge approvato il 17 marzo scorso non c’è più ragione di ricorrere alla consultazione referendaria.
Ma ora cosa succede?

Se sul fronte appalti non emergono particolari problematiche, dato che si ritorna alle norme precedenti, nel caso dei voucher alcune lacune emergono in maniera evidente. Nel decreto è stata prevista l’abrogazione dei voucher, ma è stata decisa anche una fase transitoria durante la quale tutti coloro che hanno acquistato i voucher prima del 17 marzo possono utilizzarli fino a fine anno, mentre dopo tale data non è possibile acquistarne di nuovi.

Ma questa fase transitoria presenta, come si diceva, dei problemi. Il primo di natura tecnica. L’Inps sta aggiornando il sistema legato ai voucher e ciò sta comportando dei problemi tecnici di attivazione dei voucher già acquistati. Ma soprattutto, abrogati i voucher per tutti (privati e imprese), ci sarebbe un vuoto legislativo poiché non ci sarebbe alcuna norma che faccia rispettare le regole nella fase transitoria e che preveda le sanzioni per chi commette violazioni.

La disciplina dei voucher da poco abrogata, sorta con le intenzioni di contrastare il lavoro nero, prevedeva che privati e aziende potessero acquistare i voucher lavoro per retribuire i lavori occasionali e accessori. I voucher, infatti, sono stati utilizzati dai privati per pagare badanti e colf, ma anche da imprese e professionisti.

Ora che tale disciplina è stata abrogata, quali sono le alterative per poter usufruire di collaboratori occasionali "in regola"? Per saperlo è consigliabile affidarsi a un consulente del lavoro esperto. Cercalo nel nostro sito. Il primo contatto in studio è gratuito!

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