1/12: una nuova era per gli affidamenti in-house?


Operativo dal 30/11 l'elenco ANAC delle stazioni appaltanti che ricorrono all'in-house. Dubbi ed opportunità
1/12: una nuova era per gli affidamenti in-house?
Il "nuovo" Codice dei Contratti Pubblici, D. Lgs. 50/2016, ad un anno dalla sua entrata in vigore ha già subito un corposo intervento di aggiustamento del tiro, con l’emanazione del cd. "correttivo", D. Lgs. 56/2017.
Siccome non tutto il male viene per nuocere, anche se per le stazioni appaltanti, gli operatori economici e gli interpreti della disciplina sembra non esserci il tempo di veder asciugare l’inchiostro sulle nuove leggi che già ne intervengono di nuove, pare interessante leggere un significativo nuovo spunto dettato dalla novella in materia di affidamenti in-house.
Dopo anni di emarginazione di questo regime contrattuale, confinato ad eccezione del preferito ricorso alle procedure di evidenza pubblica, e dopo che anche il Consiglio di Stato (Sez. III, N. 4902 del 24/10/17) ha confermato la piena legittimità del ricorso all’in-house providing, ricorrendone i presupposti, il legislatore ha finalmente deciso di chiarire i requisiti formali e sostanziali per ritenere legittima questa procedura.
La disciplina si trova all’art. 192 del Codice dei Contratti, come modificato dal Correttivo. La norma è da leggere in raccordo con le Linee Guioda n. 7 dell’ANAC, che ne illustrano l’applicazione operativa.
Esso prevede l’istituzione presso l’ANAC di un elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano tramite affidamento diretto.
L’iscrizione avviene a domanda, dopo che sia stata verificata la sussistenza dei requisiti di legge. Tra la domanda e l’iscrizione, l’amministrazione può comunque procedere ad affidare il contratto, sotto la propria responsabilità (cosa significhi questo esattamente, resta però misterioso).
Resta fermo l’obbligo di pubblicazione degli atti relativi all’affidamento.
Il caso di maggior interesse appare quello dei contratti di servizi reperibili sul mercato in regime di concorrenza: laddove, per procedere in via diretta, occorre che l’amministrazione dimostri di aver condotto un’accurata istruttoria sulla specifica convenienza del ricorso all’in-house providing, avuto riguardo all’oggetto ed al valore della prestazione. Questo implica la disamina comparativa, a carico dell’amministrazione, delle diverse opportunità di affidamento, e l’analisi dei costi e benefici che la scelta operata comporta.
In ogni caso, dovrà essere garantita la possibilità, agli operatori economici non strumentali dell’ente appaltante, di presentare e vedere valutata una eventuale offerta antagonista, per assicurare la tutela del prevalente interesse pubblico alla efficienza e qualità del servizio.
L’elenco, al quale ci si potrà iscrivere a far tempo dal 30 novembre, richiede che sia data evidenza della clausola statutaria che impone all’operatore in-house di destinare all’ente appaltante almeno l’80% della produzione, e si richiede che l’eventuale produzione eccedentaria sia consentita solo laddove essa consenta il conseguimento di economie di scala, senza distrarre risorse dalla efficace erogazione del servizio.
Deve poi essere dichiarato il controllo analogo che l’ente committente è in grado di esercitare sull’operatore strumentale, sicché persino per i servizi a rete diviene necessario che le collettività di enti locali vincolati a consorzi obbligatori (enti d’ambito e simili), ove intendano procedere con affidamento diretto, richiedano l’iscrizione all’elenco.
In sostanza, sembra di poter finalmente ritenere che, dal 1 dicembre prossimo, la giungla dei contratti pubblici sottratti al mercato in modo spesso non trasparente sia destinata a finire. Si spera che l’operatività del nuovo regime consenta, effettivamente, di riservare al confronto competitivo una fetta più ampia di opportunità, atteso che tra vizi di forma e necessità di giustificare il mancato ricorso a procedure competitive, la vita delle stazioni appaltanti si farà certo più complessa: il rischio è che il settore dei contratti pubblici reagisca con ulteriore rigidità, rallentando ulteriormente l’affidamento di nuove commesse.

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di renato conti

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