800 Assistenti Giudiziari, 800.000 ricorsi


Diverse irregolarità e motivi di ricorso riscontrate nella procedura concorsuale bandita al fine dell'assunzione di 800 assistenti giudiziari.
800 Assistenti Giudiziari, 800.000 ricorsi
Nonostante 15 quindici giorni di prove, 30 sessioni di test, notti insonni sull'ormai famigerata banca dati messa a disposizione dal Ministero per affinare la preparazione, file interminabili per l'ingresso alla Fiera di Roma, sede del concorso, e tanti milioni di euro spesi per consentire a 320.000 candidati di svolgere la prova preselettiva, sarà con ogni probabilità il Giudice Amministrativo a decidere chi avanzerà alla fase successiva delle prove scritte del concorso pubblico per l'assunzione di 800 assistenti giudiziari bandito dal Ministero della Giustizia il 18 novembre 2016 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22.11.16.

L’intera procedura concorsuale, infatti, è stata caratterizzata da gravi problemi.

Il principale è rappresentato dalle c.d. domande tronche. Nonostante, gli accorgimenti tecnici e le attrezzature all'avanguardia, infatti, numerosi candidati non hanno visualizzato correttamente le domande sui PC.

Ciò, come appare ovvio, ha comportato difficoltà nel rispondere correttamente ai quesiti in quanto le domande erano incomplete o presentavano al loro interno degli errori nei simboli di punteggiatura.

Al fine di ovviare a tale problema la Commissione d’esame, investita del problema, ha deciso, a seguito di un controllo informatico, con il decreto del 26 maggio, di riconvocare 4809 candidati.

Proprio tale riconvocazione rappresenta un primo scoglio da affrontare, anche al fine di comprendere sulla base di cosa sono stati riconvocati i detti candidati.

Attualmente, basandosi sul tam tam dei Social, non essendo stato ancora effettuato l'accesso agli atti concorsuali, è quasi certo che tra i riconvocati ci sarebbero dei candidati che non hanno subito alcun malfunzionamento del PC e, paradossalmente, aspiranti assistenti che pur avendo subito un malfunzionamento non sono stati riconvocati!

Tanto anche in considerazione del fatto che 4809 candidati rappresentano un'enormità rispetto alle anomalie segnalate, che avevano fatto pensare ad un numero ridotto del fenomeno e, come effettivamente è stato, limitato ai soli primi giorni della selezione.

Quanto deciso dalla Commissione, tuttavia, come è facile immaginare, rappresenta un'enorme disparità tra i concorsisti, tanto perché ad alcuni sarebbe concessa, pur in assenza dell'effettivo pregiudizio, una seconda opportunità, di contro non concessa a chi, invece, il pregiudizio lo ha effettivamente subito.

Inoltre, con una decisione che ha lasciato perplessi molti, la stessa Commissione d'esame ha deciso, nel decreto che dispone la riconvocazione, di dare continuità al meccanismo correttivo del punteggio adottato in sede d'esame; allorquando un candidato manifestava la problematica della "domanda tronca", infatti, l'organo amministrativo considerava il quesito tronco come risposta corretta.

Con tale decisione, dunque, l’Amministrazione consente a chi ha subito la disavventura dei quesiti a metà di scegliere se ritentare la prova oppure, facendo riferimento soprattutto alle 318 persone che nonostante le domande tronche hanno totalizzato il punteggio massimo di 50, raggiunto anche grazie alla predetta equivalenza (1 quesito tronco = 1 risposta corretta), di non ripresentarsi e di "accontentarsi" del voto, massimo, sic!

Così stando le cose, dunque, viste le predette disparità ed irregolarità nella procedura di selezione, appare opportuno rivolgersi ad un professionista che sappia consigliare la migliore strategia processuale al fine di tutelare il proprio diritto ad un'azione amministrativa improntata all'efficienza, al buon andamento, alla trasparenza e all'imparzialità.

Ciò anche in considerazione del fatto che i motivi di ricorso appaiono essere diversi e che in questa sede ci si è limitati ad affrontare i principali.

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