A proposito di spread


Cos'è, a cosa serve e veramente influenza la nostra vita?
A proposito di spread
Il termine "spread" (in inglese: divario) indica la differenza tra il rendimento dei titoli di stato italiani a 10 anni (BTP) e gli equivalenti titoli tedeschi (Bund). In parole più semplici, lo spread è quella cifra che individua la differenza percentuale tra i rendimenti delle obbligazioni emesse dall’Italia e quelle emesse dalla Germania. Poiché gli Stati con un’economia poco affidabile - come l’Italia - pagano notoriamente interessi molto elevati per invogliare gli investitori a comprare le proprie obbligazioni, tanto maggiore è l’interesse pagato, quanto più grave è la posizione economica del Paese.
Lo spread, quindi, individua la capacità di uno Stato di restituire i propri debiti e rappresenta un indicatore fondamentale per valutare il miglioramento o la regressione della crisi di una Nazione. Esso, infatti, misura la cd. "fiducia degli investitori" e l’affidabilità che ha un Paese sul mercato finanziario internazionale e dato che il nostro spread è piuttosto elevato, questo significa che investire in Italia è considerato molto più pericoloso che in Germania, valutata dagli investitori il Paese più sicuro e affidabile della zona Euro grazie alla solidità della sua economia.
A riprova di quanto appena evidenziato, in Italia, nei giorni immediatamente antecedenti alla formazione del nuovo Governo (29 maggio u.s.), quando regnava l’assoluta incertezza in ordine alla stabilità del nostro Paese, lo spread ha toccato il livello dei 320 punti base, tornando ai livelli di cinque anni prima e agitando non poco i mercati già in affanno per l’imminente fine del QE (ossia della cd. "facilitazione quantitativa", quantative easing, appunto), che a partire dal 2015 ha contribuito concretamente a calmare lo spread e a tranquillizzare le borse.
L’innalzamento dello spread, nella sostanza, si ripercuote anche direttamente sulla vita reale di tutti i giorni: non solo aumenta il debito pubblico, ma ne risentono anche le famiglie e le aziende. Da un lato infatti, crescono gli interessi dei mutui, dall’altro, si assiste alla contrazione del credito a favore delle imprese, con possibilità concreta di nuove tasse (soprattutto sulla prima casa) e la più che probabile crisi del mercato immobiliare.
Il "rischio Italia" è, quindi, sempre attuale.

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