Accertamento bancario


Movimentazioni dei soci e degli amministratori
Accertamento bancario
Ai sensi dell'art.32 primo comma n.2 del D.P.R. n.600 i dati risultanti dalle movimentazioni bancarie sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti previsti dagli articoli 38, 39, 40, 41 del medesimo decreto se il contribuente non dimostra:
- che ha tenuto conto per la determinazione del reddito soggetto a imposta;
- oppure che non hanno rilevanza allo stesso fine
Sono anche posti come ricavi a base delle stesse rettifiche e accertamenti i prelevamenti o gli importi riscossi nell'ambito dei predetti rapporti o operazioni: se il contributente non ne indica il soggetto beneficiario e sempreche' non risultino dalle scritture contabili.

L'articolo 51 del D.P.R. N.633/1972 si riferisce a tutti i soggetti sottoposti ad iva. In base a tale norma i versamenti devono essere considerati in difetto di giustificazione da parte del contribuente, cessioni di beni o prestazioni di servizi rese "in nero", mentre i prelevamneti effettuati vanno considerati acquisti o utilizzi di prestazioni di servizio "in nero" sempreche' il contribuente non fornisca prova di averne tenuto conto nelle dichiarazioni oppure che non si riferiscono ad operazioni imponibili.

Le presunzioni bancarie vincolano l'Ufficio ad assumere per certo che i movimenti bancari effettuati sui conti correnti intestati al contribuente siano a lui imputabili, senza che sia necessario procedere all'analisi delle singole operazioni; analisi che e' invece posta a carico del contribuente in virtu' dell'inversione dell'onere della prova.
L'Amministrazione Finanziaria puo' richiedere agli intermediari bancari e finanziari dati e notizie relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto od operazione effettuata: questi poteri istruttori possono essere esercitati dall'Amministrazione Finanziaria anche quando il correntista non coincide con il soggetto sottoposto a verifica.
Ad esempio possono essere controllati i conti intestati ai soci o agli amministratori di societa' e ai parenti dell'imprenditore. In questi casi la Guardia di Finanza ha sostenuto che possono formare oggetto di verifica non solo i conti intestati al contribuente sottoposto ad accertamento ma anche:
- conti cointestati al contribuente accertato e a soggetti terzi;
- conti intestati a soggetti terzi ma sui quali il contribuente accertato ha la possibilita' di operare;
- i conti intestati a soggetti terzi e sui quali il contribuente accertato non ha la possibilita' di operare ma relativamente ai quali gli Uffici ritengono sussistere gli estremi dell'interposizione fittizia con la quale si intende l'effettiva riconducibilita' al contribuente accertato del conto fittiziamente intestato a un prestanome.

La Guardia di Finanza puo' operare anche sui conti su cui il contribuente accertato e' autorizzato ad operare:
- con il ruolo di rappresentanza con poteri di firma, di persone giuridiche titolari di rapporto;
- con ruolo di deleghe, procure e mandati ricevuti o rilasciati da terzi;
- con ruolo di garanzie personali prestate o ricevute da terzi;
- con ruolo di deleghe occasionali ad operare in conto o extra-conto.
La possibilita' di estendere le indagini bancarie ai conti correnti intestati a soggetti diversi dal contribuente accertato e' stata affermata dall'Agenzia Entrate con la precisazione che la presunzione legale di cui all'articolo 32 del D.P.R. 600/73 opera a condizione che l'ufficio accertatore dimostri che la titolarita' dei rapporti come delle operazioni e' fittizia o comunque e' superata in relazione alle circostanze del caso concreto, dalla sostanziale imputabilita' al contribuente medesimo delle posizioni creditorie e debitorie rilevate dalla documentazione bancaria acquisita.

Articolo del:


di COMMERCIALISTA EMANUELA CAROCCI

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse