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Accoglienza o ospitalità?


Differenziare l'identità alberghiera oggi sta diventando sempre di più un requisito fondamentale per garantirsi un equilibrio nel mercato turistico globale!
Accoglienza o ospitalità?

Da quando si è cominciato a dare alloggio ai turisti, all'inizio della storia dei tempi erano semplicemente viandanti…le abitudini, la cultura, lo stile di vita, le esigenze e le aspettative delle persone sono molto cambiate.

E con loro sono cambiate le modalità di prenotazione. Fino a 20 anni fa si andava direttamente a chiedere sul posto, passando da un albergo all'altro nella speranza di avere successo, e magari non sapevamo di una manifestazione importante sul territorio che aveva saturato tutti i posti letto.

Con l'arrivo di internet, le informazioni sono diventate alla portata di tutti in qualsiasi momento della nostra giornata, e anche della nostra nottata, e quindi si è passati alla vendita in internet attraverso il sito, i portali (OTA), i grossisti e raggiungendo velocemente questo momento dove la competizione tariffaria è quanto di peggio potessimo aspettarci nel settore.

Siamo passati da periodi dove trovare una camera era una speranza, a sperare di vendere camere.

Ecco, "vendere camere" è la frase che più rappresenta il momento. Si vendono camere senza pensare a cosa vive il turista, già da quando ancora sta solo pensando a dove prenotare la sua vacanza.

Dal punto di vista dell'albergatore, si pensa sempre a ciò che il cliente (o magari lo chiamiamo più correttamente OSPITE?) pretenderà dal momento del suo arrivo. Ma se prestassimo più attenzione a come noi stessi pensiamo, ci emozioniamo, agiamo quando decidiamo di spostarci per la meritata vacanza o per la piccola fuga dallo stress, o anche per uno spostamento di lavoro, potremmo essere più in empatia con l'ospite che ci prenoterà, e interagire facilmente con lui per poterlo accontentare al meglio, vendendo (e qui "vendere" vuol dire fare felici entrambi gli attori della trattativa) i nostri servizi migliori e accompagnandolo nella scelta giusta per il raggiungimento del suo massimo benessere durante la sua permanenza. 

La vacanza dell'ospite non comincia al suo arrivo in hotel, ma nel momento in cui deicide di partire.

E infatti, come tutti noi, "parte" con la mente, e poi con il corpo.

Accogliere è diverso da ospitare. E molto più di soddisfazione, anche economicamente, sia per l'ospite, che spenderà meglio i suoi soldi, sia per l'albergatore, che avrà ricavato di più e si sarà garantito la soddisfazione e il passaparola entusiastico del suo ospite. Dalle persone per le persone. Non numeri di camera...
 

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