Adempimento del terzo


L'obbligazione può essere adempiuta da un terzo sia con la volontà del creditore ma anche contro la volontà di quest'ultimo
Adempimento del terzo
L'articolo 1180 c.c. stabilisce che l'obbligazione può essere adempiuta da un terzo sia con la volontà del creditore ma anche contro la volontà di quest'ultimo se questi non ha interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione. Tuttavia l'orientamento giurisprudenziale è oscillante sul ritenere che in tale caso non si possa parlare di adempimento del debito in senso tecnico, poichè l'adempimento del terzo non attua e non pone in essere in nessun caso l'obbligo del debitore, cosa che può verificarsi solo in seguito a personale comportamento del debitore, non comportando necessariamente l'estinzione dell'obbligazione, potendo il terzo surrogarsi al debitore. Tale figura si concretizza proprio perchè il creditore, non avrebbe alcun interesse a negare l'esistenza di un proprio credito poichè il suo scopo è quello di veder realizzato il proprio diritto di credito e proprio per tale ragione normalmente di regola ha tutto l'interesse a non rifiutare un intervento di terzi. L'articolo 1180 c.c. pone in rilievo proprio questo aspetto, subordinando la prestazione del terzo alla mancanza di un interesse contrario del creditore, mancanza che potrebbe ravvisarsi qualora il creditore intenda, per motivi anche non economici, ottenere la prestazione personalmente dal debitore. In questo caso il creditore può rifiutare la prestazione del terzo, e potrebbe parimenti rifiutarla nel caso in cui sia il debitore ad opporsi ad un intervento del terzo. L'adempimento del terzo, accettato dal creditore, estingue il rapporto tra lui e il debitore, ma può lasciare in vita l'obbligazione del debitore qualora il creditore, ricevendo la prestazione, surroghi il terzo nelle proprie ragioni verso il debitore. Qualora ciò non avvenga, e tra il debitore e il terzo non sussistano precedenti rapporti giuridici, il terzo che abbia adempiuto potrà rivolgersi al debitore attraverso azione di regresso nei limiti in cui questi locupletior factus sit, e cioè si sia avvantaggiato sussistendone i presupposti, potendo inoltre addirittura agire per intero con l'actio negotiorum gestorium contraria. Occorre inoltre precisare che l'adempimento del terzo non assume i caratteri della unilateralità ma della bilateralità, mantenendo i caratteri della negoziazione e della contrattualità in considerazione del fatto che è sempre necessaria una dichiarazione del creditore affinchè il comportamento del terzo sia idoneo a produrre effetti nella sfera patrimoniale del debitore.

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di Studio legale Tomassi

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