Agenzia: il nuovo accordo economico collettivo


Il 30.07.2014 è stato sottoscritto il nuovo accordo economico collettivo per gli agenti di commercio del settore industria: cosa cambia
Agenzia: il nuovo accordo economico collettivo
In data 30.07.14 è stato sottoscritto il nuovo Accordo Economico Collettivo degli Agenti di Commercio del settore Industria (AEC) che sostituisce il precedente del 20.03.2002. Il nuovo accordo è applicabile non solo agli aderenti alle associazioni firmatarie (Confindustria, Confcooperative e le associazioni rappresentative degli agenti di commercio), ma anche a tutti quegli imprenditori ed agenti che abbiano deciso di aderire alla disciplina dell’AEC attraverso il rinvio del loro contratto alle norme dell’AEC. Come noto, la giurisprudenza ritiene che tale rinvio possa essere anche tacito, ovvero conseguente ad un mero comportamento dal quale dedurre la volontà delle parti di aderire all’AEC. Tali comportamenti possono essere i più vari, ma alcuni sono assai comuni, come l’accantonamento del FIRR presso l’ENASARCO.
Le principali novità sono in materia di indennità dovute per lo scioglimento del rapporto, in particolare sull’indennità "meritocratica", ovvero quella che, nel vecchio accordo del 2002, era una componente dell’unica "indennità suppletiva di clientela". La riformulazione dei criteri di calcolo dell’indennità "meritocratica" ha lo scopo di superare diffuse opinioni giurisprudenziali (nazionali ed europee) che ritenevano tali criteri non conformi allo spirito dell’art. 1751 c.c. e della Direttiva 86/653. Lo schema adottato è il medesimo già sperimentato nel recente AEC del settore commercio. Vediamo, quindi, quali sono le principali novità.
I) è leggermente variata la disciplina delle facoltà di modifiche contrattuali unilaterali da parte della mandante in materia di territorio, clientela, prodotti e misura delle provvigioni (art. 2, vecchio e nuovo AEC). Nel vecchio AEC si distingueva tra "modifiche di lieve entità" (quelle che incidevano entro il 5% del valore delle provvigioni dell’anno o dei 12 mesi precedenti), modifiche innominate, comunemente dette "rilevanti" (quelle che incidevano tra il 5% ed il 20% del parametro anzidetto) e "modifiche sensibili" (quelle che incidevano oltre il 20% del parametro). Il nuovo AEC distingue tra modifiche di "lieve", "media" e "rilevante" entità. L’unica concreta differenza è che le modifiche di "rilevante entità" decorrono oggi dal 15% del medesimo parametro sopra indicato. L’arco temporale nel quale valutare se successive piccole variazioni unilaterali implichino il superamento delle soglie appena viste, diviene di 18 mesi per gli agenti plurimandatari e di 24 per i monomandatari. Per il resto, nulla cambia nella sostanza.
II) In materia di mancato espresso rifiuto di ordini da parte della preponente, ai fini della maturazione della provvigione, è ridotto il termine entro il quale la casa mandante deve manifestare il rifiuto da sessanta a trenta giorni.
III) In materia di incarico alla riscossione, con responsabilità contabile dell’agente, è introdotta la possibilità di retribuzione anche attraverso un compenso non provvigionale (nel precedente AEC era prevista la sola forma provvigionale). Il contrario per l’incarico del coordinamento di altri agenti (capoarea), incarico che, vigente il nuovo AEC, potrà essere retribuito anche in forma provvigionale.
IV) Sui ritardi nei pagamenti, la casa mandante pagherà gli interessi del D.Lgs. n. 231/2002 (ovvero gli interessi che corrono normalmente tra imprenditori). Le fatture potranno essere inviate all’agente trimestralmente, invece che mensilmente (come per il precedente AEC); in luogo delle singole fatture, potrà essere trasmesso all’agente un semplice documento riepilogativo, in modo che possa riscontrare tutti i dati necessari al calcolo delle provvigioni.
V) Le modifiche fondamentali sono in tema di indennità di scioglimento del rapporto. L’indennità di "risoluzione del rapporto" (FIRR) rimane invariata. La "suppletiva di clientela" e la "meritocratica", invece, sono tenute distinte l’una dall’altra. Come in precedenza, l’indennità "suppletiva di clientela" rimane dovuta "anche in assenza di un incremento della clientela/giro d’affari". E’, per contro, rivoluzionato il criterio di calcolo dell’indennità "meritocratica" (invariati i presupposti per il suo riconoscimento: incremento della clientela/giro d’affari, in modo da procurare alla preponente sostanziali vantaggi anche dopo la risoluzione). Il criterio di calcolo della "meritocratica" è complesso ed ancorato ad un raffronto tra il fatturato della prima parte della durata del rapporto con quello della sua ultima parte. Dopo di che, all’agente spetterà la somma delle prime due indennità, FIRR e "suppletiva di clientela", nell’eventualità che tale somma sia superiore all’importo della "meritocratica". Qualora, per contro, l’importo di quest’ultima sia superiore all’importo della somma delle prime due, allora, all’agente spetterà una indennità pari ad entrambe le prime due indennità sommate all’importo che si ottiene sottraendo la somma delle citate prime due indennità alla "meritocratica" (esempio: A è il FIRR; B è l’indennità suppletiva di clientela; C è l’indennità meritocratica. Se C è maggiore di A+B, allora l’indennità concretamente spettante sarà A+B+(C-[A+B]). Se C è minore di (A+B), allora, all’egente spetterà A+B). Segue una complessa disposizione transitoria la quale prevede, per grandi linee, che il vecchio criterio di calcolo della "meritocratica" si applichi fino al 31.12.2015. Invero, tuttavia, la norma è assai complessa ed il concreto calcolo dovrà essere affidato ad un consulente.
VI) Con riferimento alla gravidanza ed al puerperio, è allungato il periodo di sospensione del rapporto di agenzia a dodici mesi ed è esteso anche alle adozioni ed agli affidi. Ulteriore innovazione è la previsione, in caso di interruzione della gravidanza, del diritto dell’agente ad un periodo di sospensione non superiore a cinque mesi. In tali periodi la preponente è libera di affidare l’incarico ad altro agente o gestirlo direttamente.
VII) Il patto di non concorrenza post-contrattuale, prevede ora espressamente un compenso non provvigionale.

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Articolo del:


di Avv. Michele di Gregorio

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