Alcolismo e addebito nella separazione


Giurisprudenza sull'alcolismo causa di addebito nelle separazioni dei coniugi; incidenza sui doveri coniugali e conoscenza pregressa della dipendenza
Alcolismo e addebito nella separazione
All'attenzione generale si è posta l'ordinanza 26883/16 della VI Sezione Civile della Suprema Corte (Pres. dott. Ragonesi, Rel. dott. Bisogni), depositata il 22.12.2016, la quale ha affermato che uno stato di protratta dipendenza alcolica, che non sia motivato da cause diverse dalla propria volontà, produce una sofferenza psichica importante nell'altro coniuge, privilegiandosi così "la propria dipendenza da alcolismo rispetto alla relazione coniugale".
Ne è inevitabile conseguenza, quando a tale stato si accompagni il rifiuto di cure, il deterioramento della salute fisica e mentale, incidente sulle relazioni personali, come confermato dall'esperienza medica e sociale. Nel caso di specie, peraltro, era emerso un comportamento contrario ai doveri di assistenmza morale e materiale e di collaborazione nell'interesse nella famiglia, con impatto fortemente negativo sull' affectio coniugalis tale da produrre la crisi irreversibile del matrimonio.
Quel che pare dedursi da quest'ultima decisione è la necessità di riconoscere l'addebito del coniuge alcolista nelle separazioni quando ricorrono 4 coessenziali elementi:
1) uno stato di alcolismo durevole;
2) l'esclusione dello stato di alcolismo da patologie
psichiche;
3) il rifiuto di
sottoporsi a terapie
di liberazione dalla dipendenza;
4) l'incidenza di tale condizione nell'inosservanza dei doveri del matrimonio.
In realtà l'orientamento espresso dalla Suprema Corte si riannoda a sentenze precedenti, quali quella del 10.12.2009 del Tribunale di Reggio Emilia, che aveva negato il mantenimento in favore della moglie in ragione dell'addebito a lei attribuibile per dipendenza alcolica, rilevando nel caso di specie che la moglie non avveva recato, per tale ragione, contributi al menage matrimoniale, logorando il rapporto tra i coniugi e costituendo tale condotta il presupposto eziologico della rottura del rapporto coniugale. Nella sentenza indicata si segnalava che non erano stati addotti motivi particolari che avessero indotto alla dipendenza. Inoltre con sentenza, pregevolmente motivata, del 2.12.2013 n. 28228 della I^ Sezione Civile della Corte Suprema ( Pres. dott. Carnevale, Rel. dott. Didone) si era escluso che, in sede di separazione, potesse invocarsi la dipendenza alcolica dell'altro coniuge quale causa di addebito, quando lo stato di dipendenza era già ben noto prima del matrimonio e, quindi, non poteva invocarsi come ragione di rottura del rapporto tra i coniugi. Dal che deriva un monito giuridico e di buon senso: occorre cautela nell'accedere a rapporti coniugali con chi versi in stato di dipendenza alcolica o da stupefacenti, non potendo poi far valere tale stato come causa di addebito della separazione, come già recita il proverbio popolare "chi va per questi mari, questi pesci piglia". La giurisprudenza tende a considerare la qualità delle relazioni personali come elemento di grande rilievo nella stima dei doveri del matrimonio.

Articolo del:


di Alfredo Guarino

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